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Gattinara Vigna Valferana 2016 Paride Iaretti

Gattinara Vigna Valferana 2016 Paride IarettiDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2021


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: PARIDE IARETTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


L’attività di Paride Iaretti, abile vignaiolo piemontese in quel di Gattinara (VC), rappresenta la realizzazione di un sogno di famiglia. Papà Pietro è colui che al lavoro primario di vigile urbano ha sempre affiancato l’hobby per la vigna. Ma al figlio tutto ciò non è mai bastato, spinto da tanta passione per la viticoltura e per la montagna, decide di lasciare il proprio impiego per dedicare la propria esistenza alla vite. Questi due elementi in Alto Piemonte sono quasi sempre strettamente connessi, a partire del simbolo del territorio, l’amato Monte Rosa, vetta dal profilo himalayano che incanta da secoli tutti i più grandi scalatori d’Europa, e Paride credetemi si difende molto bene, ho visto foto da mozzare il fiato. Scalare una cima della suddetta montagna per lui ha lo stesso significato di produrre nobili vini: una corsa contro il tempo e la volontà di non sentirsi mai arrivato, nemmeno una volta giunto al traguardo, a oltre 3000-4000 metri.
Col passare degli anni la proprietà si è estesa fino ad arrivare agli attuali 4 ettari, di cui 3 iscritti all’albo dei vigneti di Gattinara DOCG. Agricoltura convenzionale ma dedita al minimo impatto, lotta integrata in vigna, si cerca in ogni modo di evitare l’utilizzo di prodotti di sintesi. Vigne coccolate e protette dal Monte Rosa, il terreno è d’origine vulcanica (siamo a pochi passi dal Supervulcano del Sesia, sito Unesco) e ricco di scheletro, composto da porfidi, cristalli di sale, quarzo e ferro. Tutto ciò non potrà che plasmare vini con una forte impronta sapida e minerale.
Paride segue i sui vigneti quasi fossero figli a cui dedicare tutto l’amore di questo mondo: “Bogianetta”, “Guardia”, “Villetto” e “Valferana”. Soprattutto quest’ultimo è ormai un nome importante, soprattutto in Piemonte, e mette sull’attenti tutti i grandi appassionati di nebbiolo. Un fazzoletto di terra esposto a sud, baciato dal sole a 320 metri sul livello del mare, ricco soprattutto di cristalli di ferro.
Annata 2016, ormai si sprecano le volte che ne ho parlato bene, ma non c’è nulla da fare si avverte un’austerità a 360° che è propria solo delle grandi annate. Nebbiolo 100%, in zona chiamato spanna: 12 mesi in tonneaux, 24 in botti grandi di rovere di Slavonia. Granato esemplare, vivace, luminoso, riflessi arancio – mattone a bordo bicchiere, grande consistenza.
Sin da subito si percepisce una forte impronta legata al terreno: metallo caldo, foglie secche-terra bagnata, con lenta ossigenazione emerge il frutto, definito, lineare, reso ancor più goloso da una leggerissima nota di vaniglia, ma in primo piano vi è arancia rossa sanguinella, amarena matura, pepe del Sichuan, tabacco e melissa. Un naso che evolve con lentezza come solo un grande vino sa fare.
In bocca vibra nel vero senso della parola, giustamente nervoso per via di un tannino che a oggi funge da assicurazione per la vita, è succoso nei rimandi acidi del frutto opportunamente maturo. Sviluppa dolci sensazioni date dalla spezia e da una tostatura del legno mai invadente; lunga scia sapida che mostra tutta le peculiarità di un terreno per certi versi unico in tutto il Piemonte.

carnaroli mantecato all'onda con funghi porcini delle Valli Novaresi

La grandiosità di questi cru di Gattinara, da sempre apprezzati dagli estimatori, oggi sta subendo una vera e propria rinascita, ed era ora; merce rara che attira sempre più appassionati da tutto il mondo, soprattutto per la capacità di evolvere nel tempo. Il vino l’ho abbinato con successo a un piatto di carnaroli mantecato all’onda con funghi porcini delle Valli Novaresi.

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