Gattinara Pietro 2007

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2011


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: IARETTI PARIDE – Azienda Vitivinicola Paride Iaretti
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Chiacchierando con Paride durante l’evento Terre di Vite, svoltosi nel mese di novembre al Castello di Levizzano, è emerso quanto sia difficile far comprendere alle persone che il prezzo del suo Gattinara, 18 euro in cantina se non ricordo male, è assolutamente corretto, si tratta del vino più rappresentativo, con un disciplinare che impone un invecchiamento minimo in legno equivalente a quello del Barolo (18 mesi), mentre per la Riserva arriva addirittura a 36 mesi. Questo significa che si tratta di vini da invecchiamento, ottenuti da uva nebbiolo, con rese basse e una qualità decisamente elevata. Il problema principale è che questa denominazione, come del resto quella del confinante Ghemme, non ha la notorietà dei due grandi rossi di Langa, e questo rende ovviamente meno comprensibile il perché di questo prezzo. Eppure basta farsi una serie di assaggi di questa tipologia di vino per rendersi conto che si ha a che fare con una delle massime espressioni del nebbiolo. Il Pietro 2007 proviene da vigneti di 50 anni, lavorati interamente a mano su piante allevate parte a Guyot e parte con il tradizionale sistema della maggiorina. Si differenzia dalla Riserva per l’utilizzo di tonneaux francesi sia durante la fermentazione malolattica che per il restante periodo di affinamento, che dura ben 36 mesi. Si tratta quasi di una chicca, dato che la produzione è davvero modesta, circa 1400 bottiglie da 75 cl e 50 magnum. Nel calice si offre alla vista con un bel colore granato classico con leggeri ricordi rubini nel cuore. Ha notevole slancio nei profumi, improntati a ricordi di viola, rosa essiccata, ciliegia matura e in parte sotto spirito, mallo di noce, china, cannella e spezie dolci, leggero tabacco. Al palato ha un’ottima freschezza, tannino importante ma estremamente fine, l’effetto astringente dura davvero pochi attimi, frutta e spezie avvolgono le pareti della bocca rilasciando sensazioni equilibrate e profonde, il legno è integrato molto bene e lascia pieno spazio all’espressività del nebbiolo. Ad un pelo dalla quinta chiocciola.

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