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Ferrari Trentodoc Extra Brut Riserva Lunelli 2009

Ferrari Trentodoc Extra Brut Riserva Lunelli 2009Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2019


Tipologia: DOC Bianco Spumante
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: FERRARI F.LLI LUNELLI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Ancora una riserva, ma questa volta extra brut. Un millesimato da sole uve chardonnay, allevate in vigneti di proprietà esclusiva della famiglia Lunelli alle pendici dei monti del Trentino, un vino che è sintesi di innovazione e tradizione. Il rigore produttivo di Cantine Ferrari incontra qui un stile enologico del tutto particolare per la categoria, perché a differenza di altre etichette i mosti del “Riserva Lunelli” sono fermentati in botti di rovere austriaco da 40 hl. Il talento indiscusso di Rubert Larentis e la sua continua ricerca della perfezione, l’ennesima sfaccettatura da conquistare, ma soprattutto il voler dimostrare a ragion veduta quanto lo chardonnay in trentino possa risultare poliedrico, soprattutto nella spumantizzazione. Il manto dorato, è attraversato in controluce da bagliori paglierino, le bollicine formano cordoncini regolari che scorrono in perfetta simmetria, conseguenza diretta di un’ottima presa di spuma. Questo vino, degustato da me più volte nel corso degli anni, ha cambiato marcia nonostante l’annata piuttosto calda. Il profilo si è ingentilito ed allineato al resto della gamma, un tempo le sfumature olfattive faticavano a liberarsi dai sentori dati dal legno, se non a distanza di anni dalla sboccatura. Ad oggi sviluppa ancora uno stile improntato su dolci note che richiamano il frutto esotico candito, il miele d’acacia, la crema di limone, impressioni date dal lungo affinamento sui lieviti, si parla di sette anni. Una vena erbacea di rosmarino e lievemente tostata di nocciola, a seguito di un opportuna ossigenazione, diversifica molto il bouquet che si compone di tanti fiori ed un finale lievemente speziato/tostato per nulla invadente. La sboccatura 2018, nonostante la cremosità del perlage, segna la vivacità del sorso, amplificata ulteriormente da una vibrante acidità che risolleva le sorti di un frutto maturo, in grado di regalare sensazione dolci/acide molto intriganti. La persistenza pressoché infinita lo rende particolarmente versatile nell’abbinamento gastronomico, personalmente lo abbinerei a una battuta al coltello di Fassone Piemontese con lamelle di Tartufo Bianco d’Alba.

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