Fara 2009

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2013


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo 70%, vesoplina 30%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: FRANCESCA CASTALDI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Il Fara di Francesca Castaldi è ottenuto da una miscela di nebbiolo e vespolina provenienti da un piccolo appezzamento di soli 0,4 ettari, il vigneto Val Ceresole, situato sulle colline a ridosso del comune di Briona. La vendemmia è avvenuta ai primi di ottobre. Due settimane di fermentazione, un anno in tonneaux e imbottigliamento ad agosto 2012. Il Fara viene prodotto nell’ambito in un’area molto ristretta che coinvolge il comune omonimo e il confinante Briona. La Doc risale al lontano 1969, ma nel 2010 ha visto un riassetto generale, a partire dalla composizione ampelografica che non prevede obbligatoriamente la presenza dell’uva rara o bonarda novarese, essendosi dimostra la meno idonea a garantire complessità e longevità al vino. Rese più basse (da 110 a 100 quintali/ettaro), introduzione della versione Riserva, che prevede un periodo di invecchiamento minimo in legno di almeno 20 mesi (12 per la versione annata), annata obbligatoria in etichetta per tutte le tipologie (prima era facoltativa). Sono quindi ben 44 anni che esiste la Doc, ma il numero limitato di produttori e, di conseguenza, di bottiglie, la vicinanza con denominazioni più blasonate come Gattinara e Ghemme, il territorio per molti anni poco “battuto”, non hanno mai consentito a questa Doc di farsi conoscere e apprezzare al di fuori della propria regione. In realtà, con Boca, Bramaterra, Carema, Lessona, Sizzano e le due Docg precedentemente citate, costituisce una rappresentanza significativa del nebbiolo dell’Alto Piemonte, tutti piccoli gioielli con le loro distinte caratteristiche e meritevoli della massima attenzione. Ne è una prova assolutamente positiva questo Fara 2009 prodotto da Francesca Castaldi, dal colore granato classico, che profuma di viole, rose, ciliegie, prugne, amarene, leggera mandorla, venature di pepe nero, sottobosco, ginepro, liquirizia e riflessi ematici. All’assaggio ha carattere, una verve acida confortante e un tannino di razza, energia e slancio dove frutta e spezie giocano un ruolo preponderante, il finale si arricchisce di una vena sapida prolungata.

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