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Epilogo di Cantalfieri Blanc de Noir Brut 2007

Epilogo di Cantalfieri Blanc de Noir 2007 CantaruttiDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2019


Tipologia: Vdt bianco spumante
Vitigni: pinot nero
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: CANTARUTTI – Azienda Agricola Cantarutti Alfieri
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Cosa posso dire ancora di quest’azienda semplicemente strepitosa che non fa che stupirmi nonostante la conosca da tanti anni? Non lo so, probabilmente mi ripeterò, ma se già era esaltante il Dialogo, ultimo arrivato fra gli spumanti metodo classico di casa, con l’Epilogo si rischia di andare fuori registro, stiamo parlando di un pinot noir che matura sur lies per quasi 90 mesi (la versione 2005 si era fermata a 60)! Dalla vendemmia 2007, avvenuta a fine agosto e con un certo anticipo sulle medie di allora per non superare il limite di 11,5 gradi alcolici, siamo arrivati a gennaio 2016, mese del dégorgement; poi, una volta eliminata la bidule e aggiunta la liqueur, altri mesi in bottiglia di giusto riposo. Insomma un decennio di santa pazienza prima di metterla in vendita.
Tanto impegno e un obiettivo studiato, cercato, voluto con tutta l’anima per lasciare un segno anche per i palati più esigenti.
Ci sono riusciti? Cavolo, direi proprio di sì! Questo è uno spumante che sposta l’attenzione su registri del tutto diversi, lo si capisce già dal colore oro puro con riflessi arancio; il percorso espressivo guadagna in spessore grazie a sentori che viaggiano su binari terziari, con il vantaggio di una spinta carbonica che ne alimenta l’enfasi. Affascinanti note di mandarino e albicocca disidratati, miele di zagara, tanta crosta di pane, melone invernale maturo, fichi bianchi, cenni iodati e minerali, afflati di frutta esotica e potrei continuare a lungo, è un respiro infinito.
Al primo sorso mette già in chiaro che non c’è alcuna perdita di slancio, l’acidità è lì che sostiene una massa armoniosa e matura al punto giusto, senza cedimenti, le evidenti impronte agrumate sono la base su cui si intesse la tela regalando una persistenza davvero dimentica dei limiti del tempo.
Epilogo è il giusto nome che rappresenta magnificamente un viaggio evolutivo in continua trasmutazione alchemica, come dire so da dove parto ma non so dove arriverò e cosa diventerò. Certamente in questo momento battiamo le mani con gioia per lo stato di grazia in cui si trova, consapevoli che il suo carattere, la sua persistenza, pretendono di tenere alla larga tutti quegli antipastini, tutte quelle ovvietà che spesso si accompagnano agli spumanti giovani.
Si può osare ben altro, a me fa venire voglia di crostacei: un bel risotto con le mazzancolle, o maccheroni al ferretto con sugo di scampi (che prevede anche un po’ di peperoncino rosso), o magari ci si può divertire con gnocchetti sardi, gamberi e fagioli. E di secondo? Gamberi croccanti al curry e, Antonella inorridirà, ma io lo accompagnerei a un succoso cacciucco alla livornese. Prosit!

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