Cver 2009

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2011


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: verdicchio
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: TORRACCIA DI CHIUSI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Il vigneto di Chiusi si trova a nord-est del sito aziendale, il più vicino a San Gimignano, non a caso il terreno si presenta limoso-sabbioso a reazione alcalina, ricco di calcare attivo e sostanza organica, perfetto per la produzione del verdicchio, una delle uve bianche più interessanti di tutto lo Stivale, che ne occupa circa un ettaro su un totale di due (lo so, la vicinanza con San Gimignano spinge a chiedersi perché verdicchio e non vernaccia…). Siamo a 250 metri di altitudine in leggera pendenza, le uve vengono raccolte e selezionate, devono essere perfettamente sane per poter effettuare la cosiddetta macerazione pellicolare, infatti le bucce devono essere a contatto con il mosto per alcune ore in ambiente anaerobico, allo scopo di favorire la cessione di aromi primari e di precursori aromatici; per garantire che il processo vada a buon fine i tecnici inseriscono più volte all’interno della pressa a polmone del ghiaccio secco che, oltre a mantenere il mosto ad una temperatura di 10 °C, libera anidride carbonica, allontanando l’ossigeno presente. Terminata l’estrazione delle sostanze aromatiche, l’uva subisce una pressatura molto soffice (massimo 0,6 bar), e il mosto che ne scaturisce viene spedito alle vasche in acciaio inox dove, attraverso una defecazione statica a freddo, esso si depura dalle fecce grossolane. Il mosto, illimpidito, subisce per 1/3 la fermentazione in acciaio e per i rimanenti 2/3 in barrique. Completata la fermentazione, il vino matura altri 6 mesi in barrique con le fecce nobili per poi affinare in bottiglia. Il risultato ci pone di fronte ad un colore quasi dorato, estremamente luminoso, ricco di riflessi, una tavolozza di profumi complessa nella quale il verdicchio non appare turbato più di tanto dall’apporto del legno, soprattutto se lo si lascia respirare. Non si nasconde la mandorla, né le note di erbe aromatiche, a cui si affianca un fruttato maturo ma anche agrumato e sfumature di spezie dolci e miele. Una volta accostato alle labbra rivela una sobria acidità che puntella una struttura solida, l’impatto è anche sapido, ammantato da un tessuto fruttato quasi carnoso, a testimoniare l’ottima estrazione, di pesca, succo d’ananas, cedro, nespola, susina, rintocchi gessosi e un finale velatamente addolcito dal piccolo legno, assolutamente già ben integrato. Vino che non teme ulteriore progressione per almeno altri 3-5 anni.

RECENTI

  • Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Cuvée del Fondatore 2016

    Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Cuvée del Fondatore 2016

  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

    Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

  • Prosecco Extra Dry

    Prosecco Extra Dry

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2017 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani