Conte Lucio Ramato 2010

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 07/2012


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: pinot grigio
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: LA BELLANOTTE – Azienda Agricola di Benassi Paolo
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


E sì, il Conte Lucio rimane uno dei punti di forza di questa azienda, ogni anno conferma le sue doti di originalità e ricchezza espressiva. Di questo vino credo ormai di avervi raccontato tutto, delle ragioni per cui non è Doc, del motivo per cui nelle ultime amate è stato aggiunto il termine “ramato”, del fatto che subisce una breve permanenza in legno, ma soprattutto di quanto è buono, quei profumi che ci regala sono unici e riconoscibili. Ogni volta che lo porto al naso mi viene naturale perdermi nelle sensazioni particolari che mi rimanda e non preoccuparmi di stare a “fargli il pelo”, i cosiddetti riconoscimenti olfattivi che tanto piacciono a chi ha fatto corsi di sommelier, ma quei riconoscimenti possono essere un po’ troppo schedulati, prevedibili, quando un vino raggiunge quella totalità espressiva che io aspetto con ansia, qualsiasi commento diventa superfluo, banale, limitato. Forse dovrei nell’arco di pochi istanti attraversare un campo in primavera, girare per arnie, sdraiarmi sotto un castagno e ascoltare i profumi della terra, del sottobosco, potrei tornare a quando ero bambino ed entrare in un negozietto dove un’anziana signora ha appena preparato il caramello, le crostatine da portare a scuola, i croccantini, la frutta secca e sciroppata, ma potrei anche soffermarmi in una chiesa ed ascoltare quel che resta di una messa, l’incenso, la cera, l’odore del legno delle panchine. Ma mi accontento di essere qui, di percepire tutto questo nel Conte Lucio, ed essere una volta tanto beato. ENGLISH_TASTING Count Lucio remains one of the strengths of this company, each year confirms its qualities of originality and richness of expression. I think this wine now to have you told all, of the reasons why not Doc, why in the last love was added the word “copper”, that undergoes a brief stay in wood, but most of what is good , who gave us those scents are unique and recognizable. Whenever I wear my nose is natural to lose myself in that special feeling and reminds me not to worry about being to “give him the coat,” so-called olfactory recognition that much like those who did sommelier courses, but those awards can be a bit ‘too scheduled, predictable, when the wine reaches the expressive totality that I look forward to, any comment is superfluous, trivial, limited. Maybe I should in a few seconds to cross a field in spring, turn to hives, lie down under a chestnut tree and listen to the scents of earth, forest floor, I could go back to when I was a child and enter a shop where an old lady has just prepared the caramel, the tarts to take to school, the crisps, nuts and syrup, but I might also mention in a church and listen to what remains of a Mass, incense, wax, the smell of the wood of the benches . But I’m happy to be here, to perceive in this Count Lucio, and be happy for once.

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