Colline Novaresi Nebbiolo Mötfrei 2011
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 05/2021
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: FRANCESCO BRIGATTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Torno a parlare con estremo piacere di Francesco Brigatti e del suo Mötfrei di Suno (No), al pari del MötZiflon, a mio avviso uno dei vini più costanti dell’Alto Piemonte. Non amo le classifiche, detesto decretare il miglior vino, il produttore più capace e tutte queste favole, son solo specchietti per le allodole “acchiappa like”, per usare un epiteto giovanile dei giorni nostri. Tuttavia, per arrivare a sostenere quanto espresso nelle prime righe dell’articolo, è necessario aver bevuto tanti vini di un determinato territorio e soprattutto più annate possibili. Quindici mesi fa ho dedicato un lungo lavoro a Francesco e all’impegno della famiglia Brigatti, per chi se lo fosse perso basterà un click, ho praticamente recensito tutta la gamma.
Questa volta mi sono soffermato su uno tra i vini di punta della Cantina a ben 10 anni dalla vendemmia; un certo affinamento sua maestà nebbiolo, localmente chiamato spanna, lo richiede. I motivi sono molteplici: levigare tannini spesso importanti da queste parti, affinare gli aromi per mostrare complessità ed equilibrio d’insieme, rendersi conto che i grandi vini sono compagni d’avventura e stapparli immaginando di aver azzeccato la giusta curva di maturazione, per poi scoprire che il vino non ha raggiunto nemmeno metà del suo cammino, è una sensazione stupenda e appassionante. Nella collina del Mötfrei, in dialetto “Collina dei Funghi Porcini”, i terreni sono ricchi di limo e sabbie colore rosso, piena esposizione a sud-ovest, 0,8 ettari di proprietà.
Il microclima è favorevole, vi è capacità da parte del terreno di trattenere il calore. Questi elementi conferiscono al Colline Novaresi Nebbiolo “Mötfrei” 2011, nebbiolo 100%, carattere e struttura. La scelta dell’affinamento in tonneaux, contraria a quella dello storico MötZiflon (nebbiolo 85%, vespolina 10% e uva rara 5% affinato in botte grande) dona al vino maggior equilibrio senza in nessun modo snaturare l’essenza del vitigno. Le vigne hanno 30 anni d’età, la densità d’impianto è pari a 4.000 ceppi/ha con una resa di 60 quintali. La vendemmia avviene ad inizio ottobre e la fermentazione in tini d’acciaio con macerazione di 15 giorni sulle bucce, segue l’affinamento di 18 mesi in tonneaux francesi con ripetuti batonnage sulle fecce nobili. Il vino riposa un minimo di 6 mesi in bottiglia prima della messa in commercio. L’annata 2011 è stata definita ai tempi “molto buona e già godibile”, ma ora vediamo come si comporta a distanza di quasi un decennio dalla vendemmia.
Austero sin dal colore, granato ancora vivo e dalla tonalità profonda. Il naso segue l’onda del colore in tutto e per tutto: finezza, eleganza, termini spesso inflazionati che in questo caso è impossibile risparmiare. La piena maturità dei toni fruttati conquista il naso: amarena, susina rossa, suggestioni autunnali richiamano aromi di sottobosco quali foglie e funghi secchi, terriccio umido. Con lenta ossigenazione il respiro s’addolcisce, diviene protagonista la spezia dolce che sa di noce moscata e chiodo di garofano, rintocchi floreali di viola macerata ma anche tabacco, mentolo, financo mela rossa stramatura.
Il sorso è slanciato, succoso, ancora piuttosto teso e dal tannino onnipresente, dolce, levigato dal tempo. La sapidità conquista ben presto il ruolo di protagonista e un finale dolce-acido, opportunamente maturo, rimanda ai frutti percepiti al naso. Un vino che a mio avviso è arrivato a metà del suo cammino, il traguardo è ben lontano e per fortuna un altro paio di bottiglie albergano al buio della mia cantina.
L’ho personalmente abbinato ad un piatto di agnolotti al sugo d’arrosto, praticamente un rigore a porta vuota. 5 chiocciole strameritate, bravo Francesco.