Collazzi 2020
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2024
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: cabernet sauvignon 50%, cabernet franc 25%, merlot 20%, petit verdot 5%
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: COLLAZZI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 45 a 55 euro
C ome vi avevo raccontato nella scheda dedicata al Fiano Otto Muri 2022, in casa Marchi sin dagli inizi si è scelto di lavorare con uve “forestiere”, non per seguire la moda del momento, ma perché l’intenzione era, dopo opportuni studi effettuati in loco, di ottenere grandi vini all’Impruneta, a pochi chilometri da Firenze, zona che non ha certo la fama di Montalcino o Greve in Chianti.
Tant’è che, grazie anche al contributo dell’enologo Alberto Torelli e di un’equipe affiatata, ci sono riusciti senza ombra di dubbio.
Il “Collazzi” 2020 è frutto di una raccolta manuale in piccole cassette di ciascuna varietà e parcella, che vengono vinificate separatamente. I vigneti sono prossimi alla cantina pertanto i tempi tra vendemmia e lavorazione sono brevissimi.
La prima operazione che viene fatta in cantina è un’accurata selezione su tavolo di cernita per eliminare eventuali acini difettosi.
La fermentazione alcolica si svolge in acciaio a temperatura controllata di circa 25 °C, mentre la malolattica viene effettuata in barrique; la maturazione avviene in barriques di primo e secondo passaggio per 18 mesi, il processo termina con l’affinamento per 6 mesi in bottiglia.
Il vino ha un carattere decisamente toscano, nonostante l’uso del legno si porta appresso sensazioni che rimandano al bosco, alle felci, alla resina, alla terra umida, affiancati da un drappello di frutti scuri e maturi, prugna, mora, mirtillo, ribes nero, poi un sottile velo vegetale maturo, cacao amaro, leggera grafite.
Al palato è ancora giovane, un puledro di razza che scalpita in una materia ricca dal tannino fine e stimolante freschezza, la vena sapida accompagna un finale intenso, segnato da spunti di liquirizia e cioccolato fondente. Proprio questa viva energia, il legno ben gestito e un incedere che non strizza l’occhio a facili morbidezze, spuntano la quinta chiocciola.