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Chianti Classico Gran Selezione Monna Lisa 2017

Chianti Classico Gran Selezione Monna Lisa 2017 VignamaggioDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione:
04/2024


TipologiaDOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: VIGNAMAGGIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 32 a 36 euro


Si fa un gran parlare negli ultimi tempi della cosiddetta categoria Gran Selezione facente parte della Docg Chianti Classico. Ho avuto modo di appurare personalmente che il più delle volte essa rappresenta una sorta di medaglia d’oro. Il gradino più alto del podio. Per farla breve: quanto di meglio ha da offrire un’azienda vitivinicola del territorio in termini di qualità. Esistono poi le consuete eccezioni ma non è il caso di parlarne in questa sede, anche perché il Chianti Classico Gran Selezione Monna Lisa 2017 di Vignamaggio non fa eccezione e avvalora in parte la mia tesi. Tutto ciò nonostante l’annata: tra le più complicate del nuovo millennio per via dell’eccessivo caldo unito alla grande siccità.
D’altronde in questi casi l’esperienza la fa da padrona e la cantina di Greve in Chianti (SI) si occupa di viticoltura sin dal 1404. Non penso occorra aggiungere altro. Un breve inciso sugli appezzamenti nonostante ciò è fondamentale. Le uve vengono allevate in regime di agricoltura biologica all’interno dei vigneti denominati: Vitigliano, Prato, Querceto nel comune di Panzano in Chianti (SI). I terreni sono quelli sulla sinistra del fiume Greve. Si riferiscono principalmente alla Formazione geologica di Sillano con suoli molto eterogenei e in linea di massima con percentuali di argilla inferiori al 30%, ricchi di sassi, poco calcarei e ben drenanti. In alcune zone sono presenti la formazione geologica della Pietraforte o i suoli con argilliti scistose (galestro). Resa ancora più basse rispetto ai due Chianti Classico precedenti, ovvero 33 hl/Ha, affina in parte in barriques di rovere francese per 18-20 mesi e in parte in botti più grandi. L’affinamento complessivo minimo è di 30 mesi di cui almeno 6 in bottiglia.
Rubino vivace e luminoso, media trasparenza, nuance che col tempo diverranno granata. Il naso è accattivante: linee sinuose disegnate da aromi di frutti di bosco spremuti, mora e mirtillo nero, amarena e una bella spezia fine e stimolante. Con lenta ossigenazione un fresco respiro balsamico che sa di eucalipto, ancora tabacco in foglie e liquirizia. In chiusura effluvi minerali e lievemente ematici. La complessità non manca insomma.
In bocca il vino mostra un buon equilibrio di fondo grazie ad una spalla acida in grado di reggere la sensazione alcolica percepita, supportata altresì da una lunga scia sapida in chiusura. Quest’ultima forse è in leggero vantaggio sul resto delle sensazioni gustative. A mio avviso è ancora un vino giovane, necessita di altro tempo per esprimere al meglio le sue potenzialità. Quattro chiocciole a un soffio dalla quinta. Cinghiale in umido con funghi cardoncelli.

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