Cantarutti Rosato (2018)

Rosato 2018 CantaruttiDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2019


Tipologia: IGT Rosato
Vitigni: merlot
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: CANTARUTTI ALFIERI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,5 a 10 euro


Come molti lettori sapranno, non è previsto l’obbligo di menzionare l’annata per i vini IGT(P), ma basta poco per capirla, ad esempio stappando la bottiglia, dove troverete stampato 09/2018, ovvero il mese e anno della vendemmia.
Dell’annata precedente il nostro Mario Crosta ha raccontato davvero tutto lo scibile, come è a lui congeniale, non voglio quindi rischiare ripetizioni né tediarvi in un lungo poema che solo artisti del suo livello sono in grado di scrivere senza annoiare il lettore.
Ciò che mi ha principalmente incuriosito di questo merlot vinificato in bianco, la cui traccia di colore è giocata su una tonalità che ricorda certe rose tendenti all’albicocca, sono i profumi: per una strana casualità, nel mio giardino sono presenti alcune varietà floreali che evoca alla perfezione, ovvero la magnolia denudata, il glicine e la lavanda. Se non mi trovassi a Fiano Romano, penserei che è un bouquet che ricorda la Provence. Ci sono poi una serie di note, oserei dire gustose, che richiamano l’arancia amara e la ciliegia candita, il pompelmo rosa e la melagrana, l’acino d’uva lasciato leggermente appassire, per poi spostarsi su toni marini e silvestri, fino a tracce di una non banale mineralità ferrosa.
L’assaggio paventa, incredibile a dirsi (ma neanche tanto), una certa raffinatezza, non vi è alcuna banalità nelle sensazioni percepite, piuttosto una signorile grazia che affascina inevitabilmente; un incedere garbato eppure non privo di un certo nerbo, una freschezza che disseta e lascia immaginare ampie possibilità di abbinamento, dalla mitica pizza gourmet con gambero blu di Amalia Costantini, ai tradizionali scampi “in bùzara” (con concentrato di pomodoro, aglio, cipolla, pepe, prezzemolo, pan grattato), dai taglierini alla granceola al “brodeto a la triestina” (da notare che i brodetti friulani hanno in realtà poco brodo, tanto da sembrare più intingoli, ma ricchi di diverse tipologie di pesce).
Spero di avervi messo sia sete che appetito…

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