Brunello di Montalcino Bramante 2004

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2010


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: PODERE SANLORENZO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Con l’annata 2004 del Bramante, la seconda di casa Ciolfi, entriamo nel vivo delle potenzialità di questa azienda. Il confronto con la precedente ha poco senso, perché ogni volta è quasi come ripartire da capo, non esistono due vendemmie uguali, troppi fattori incidono in modo più o meno determinante rendendo quasi impossibile fare parallelismi, al massimo si può parlare di punti in comune. Un anno in più sulle viti, soprattutto se giovani, vuol già dire maggiore maturità e capacità di difesa, radici un po’ più profonde e ramificate, poi sulla pianta incide l’intero ciclo vegetativo, anzi, persino durante il riposo invernale possono crearsi o meno le condizioni necessarie a garantire, ad esempio, una buona riserva di acqua per affrontare il caldo estivo. I venti, le indesiderate grandinate primaverili, le piogge nella fase prevendemmiale, la durata e l’intensità delle temperature massime e minime, sono solo alcuni degli elementi che rendono ogni annata unica. L’apprendimento del vignaiolo non ha mai termine, cosa affascinante ma onerosa, insomma non si può stare mai tranquilli. Di sicuro la 2003 e la 2004 sono state molto diverse, la prima torrida un po’ ovunque, fattore che ha provocato spesso stress delle piante, maturazioni eccessive e precoci della polpa degli acini ma non dei vinaccioli, il cui contributo è fondamentale soprattutto per l’apporto tannico, infatti le procianidine si trovano prevalentemente nella buccia e nei vinaccioli, ma in percentuali diverse e con grado di polimerizzazione differente. Inoltre, mentre la buccia è a diretto contatto con il sole e gli agenti atmosferici, il vinacciolo si trova nella parte più interna dell’acino e la sua struttura è più legnosa, resistente. Se il vinacciolo non matura bene, porta tannini verdi, aspri, immaturi. Nel 2003, il problema che si è presentato è stato proprio questo, maturazione anticipata del frutto con acidità che tendeva a scendere rapidamente e, di contro, vinaccioli verdi. Chi ha raccolto con leggero anticipo, è riuscito nella maggior parte dei casi ad evitare una caduta eccessiva di acidità e la surmaturazione della polpa, e ad ottenere una maturazione più o meno accettabile dei vinaccioli. Il resto si può fare in fase di macerazione, con macchinari in grado di eliminare i vinaccioli o con apposite modifiche sui fermentatori che non lo prevedono. Ma non sta a me divagare su questioni troppo tecniche che non mi competono e per le quali non sono poi così preparato. La 2004, invece, è stata un’annata più regolare, con alternanza di piogge e sole nei momenti giusti, con il risultato di una vendemmia equilibrata e anche un po’ più abbondante quantitativamente. Ovviamente la commissione di enologi che ogni anno si riunisce a Montalcino, ha assegnato alla vendemmia 2004 le cinque stelle, ovvero il massimo punteggio, giudizio che va preso sempre un po’ con circospezione, dato che “si gioca in casa”, ma è indubbio che si tratta di un’annata molto valida, che ha offerto in alcuni casi ottimi risultati. Il Bramante di Sanlorenzo ne esce brillantemente, proponendo un colore rubino intenso con venature granate e una trama olfattiva che evidenzia subito una differente maturazione e freschezza rispetto al precedente millesimo, il frutto appare più vivo, sostenuto, tanto da virare su accenti di visciola e amarena, si colgono un’eleganza e una finezza superiori, un bel mantello floreale di rosa, viola e iris lascia poi spazio a toni di alloro, mirto, ginepro, leggerissimo pepe rosa, il tabacco e il cuoio sono solo in embrione a testimoniare una maturità appena iniziata. L’assaggio conferma tutte le premesse, un equilibrio già buono fra morbidezza e durezza, con un tannino fitto ma levigato, un’acidità rassicurante che dona alla polpa fruttata più slancio e sensazioni quasi con riverberi agrumati, alcolicità perfettamente integrata, molto divertente il finale giocato su toni di liquirizia, cacao e note balsamiche, di buona lunghezza e assoluta pulizia. Davvero a un soffio dal massimo riconoscimento.

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