Brunello di Montalcino AdAlberto Riserva 2012

Brunello di Montalcino AdAlberto Riserva 2012 CapriliDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2018


TipologiaDocg Rosso
Vitignisangiovese
titolo alcolometrico: 15%
Produttore: CAPRILI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enotecaoltre 50 euro


L’etichetta di massimo pregio aziendale non poteva che essere dedicata ad Alberto Bartolommei, nonno di Giacomo, che nel 1965 impiantò i primi cloni di sangiovese grosso da cui sono state generate le vigne successive. Quel vigneto si chiama “Madre”, perché da lì ha avuto inizio l’avventura di Caprili, un’azienda che sta crescendo in modo evidente di anno in anno.
Come tutte le riserve degne di questo nome, il vino viene prodotto solo nelle migliori annate, le uniche che possono consentirgli di sostare in legno per 4 anni senza infiacchirsi ma, al contrario, accrescere le sue potenzialità.
Devo dire che, dopo tanti anni di assaggi, mediamente i Brunello annata risultano più godibili rispetto alle riserve, meno alcolici e potenti, più scorrevoli e appaganti. Ma è altrettanto vero che fra le riserve (escludendo le selezioni “Vigna”, che meritano un capitolo a parte) si annoverano alcuni campioni di altissimo profilo, penso a Lisini, Poggio di Sotto, Col d’Orcia, Sesti, Le Chiuse di Sotto, Sanlorenzo, Tenuta di Sesta, Le Potazzine, Tiezzi, Canalicchio di Sopra, Capanna, Caparzo, Corte dei Venti e Fattoi, per dire i primi che mi vengono in mente, a indicare che dove c’è la qualità e la mano giusta la Riserva raggiunge una complessità e profondità uniche.
Bene, con AdAlberto mi sento di poter dire che siamo su quella lunghezza d’onda; la sua “forma” è così in equilibrio che l’alcol quasi non si sente, eppure sono 15 gradi! Questo 2012 profuma di piccoli frutti di bosco perfetti, non in confettura ma colti maturi e pronti ad offrirti un succo ricco di sapore e dolcezza, ma profuma anche di viola a ricordarci la classe e finezza del sangiovese; poi subentra la speziatura, non invasiva ma dosata e stratificata in modo da completare la tavolozza, un contributo che rimane nei confini dell’equilibrio; così la balsamicità è delicata, la liquirizia e il pepe sono accennati, il cacao è passato con il pennello punta fine, poi c’è il ginepro, l’alloro e altri sentori che si accostano man mano che il vino si ossigena.
Al palato conferma un perfetto stato di grazia, una rotondità di frutto e una dolcezza tannica che elevano il sorso ad assoluto piacere, la freschezza contribuisce senza accenti pungenti, la sapidità accompagna un finale pieno e lungo.
Un segno di gratitudine di cui Nonno Alberto andrebbe fiero…

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