Brunello di Montalcino 2002

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2007


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: PODERE PAGANICO – Azienda Agricola
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Ed eccoci finalmente al tanto atteso Brunello di Montalcino di Podere Paganico. Anna Maria Budzon ha “osato” inaugurare la prima uscita con la certamente non osannata annata 2002… che dire, al ritorno da “Benvenuto Brunello”, dopo una degustazione sofferta di quasi 120 campioni che mi ha lasciato l’amaro in bocca (in tutti i sensi!), ho sentito l’esigenza di chiedere alla produttrice se era davvero convinta di aver fatto la scelta giusta, se non sarebbe stato meglio aspettare almeno l’annata successiva o ancora meglio saltare direttamente alla 2004, ma con atteggiamento consapevole Anna Maria mi ha risposto che per lei il vino ha superato la prova, è convincente. Bene, visto che alla manifestazione il vino non è stato presentato, è per me il primo assaggio in assoluto. Eccomi di fronte al calice nel quale l’ho versato già da una buona mezz’ora, per farlo giustamente respirare: il colore è un bel rubino compatto con unghia che ci fa presagire future flessioni verso il granato, la tinta è molto viva e lascia ben sperare. Lo accosto al naso, sento al primo impatto che c’è ancora un po’ di legno da assorbire, ma la cosa non è così strana in un vino che si sta ancora “formando”, è ben dosato e non copre le belle note di rosa rossa carnosa e frutti di bosco maturi; percepisco una piacevole terrosità minerale che accompagna le prime nuances speziate. Dopo ripetute inalazioni emerge una finissima sfumatura di macchia mediterranea, poi richiami di cannella. Non male per un 2002! L’assaggio è confortante, temevo grandi squilibri e una breve persistenza, invece la massa regge molto bene, si sente appena la spinta alcolica, forse manca un pelo di freschezza ma c’è grande sapidità e un tannino ben estratto, presente ma non invasivo. Il vino si beve senza difficoltà e il finale è tutt’altro che breve, il frutto c’è e trova un suo equilibrio espressivo e duraturo, cosa che in quei campioni degustati a Montalcino è risultato fenomeno assai raro. Stupito? Non più di tanto, visto che posso dire di conoscere piuttosto bene i prodotti di questa piccola azienda di Torrenieri, tutti rigorosamente a base sangiovese. Bene, brava Anna Maria, aveva proprio ragione, questo vino meritava di essere prodotto; oggi è già apprezzabile ma non avrà difficoltà a migliorare ancora nei prossimi anni. Peccato che siano solo 2000 bottiglie…

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