Brigasco 2006

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2010


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: rondinella 40%, corvinone 20%, corvina 20%, merlot 20%
Titolo alcolometrico: 14,5 %
Produttore: DAMOLI – Azienda Agricola di Damoli Bruno
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Un fatto curioso ha dato il nome a questo vino: sulla parete interna della Corte dei Merli, ovvero dove risiede l’azienda, è stato ritrovato il simbolo della Terra Brigasca, ossia quell’area che costeggia le Alpi Marittime dal lato francese e da quello italiano, dove coinvolge le province di Cuneo e Imperia. Il dialetto brigasco è di fatto una variante di quello ligure, anche se nel 1999 è stato riconosciuto come appartenente alla minoranza linguistica dei brigaschi. Come questo simbolo sia arrivato fino a Negrar è presto detto: è stato scolpito nel tufo dagli avi della famiglia Damoli, giunti più di cinque secoli fa da quelle terre. Ma noi siamo qui per parlare di vino, per la precisione di un Igt Rosso Veronese ottenuto con le stesse uve e le stesse percentuali del ValAlta, ma con una raccolta più tardiva e un successivo appassimento di un buon mese e mezzo e seguente fermentazione di circa 20 giorni. Si sale con la sosta in legno, qui il 70% del vino dimora in botti di rovere di Slavonia da 8 e 12 Hl per ben 4 anni, la rimanente parte matura nei piccoli legni francesi sempre non nuovi. Il risultato finale lo ritroviamo nel calice, un colore rubino violaceo cupo e un bouquet intenso e variegato. Ancora una volta c’è un’iniziale percezione vegetale che riconferma la presenza del merlot (sia chiaro, il merlot non fornisce solo questo contributo), poi ci si sposta subito verso toni di cachi e ciliegia cotta, ricordi di viola, crostata di amarene, grafite, liquirizia dolce, mirto, sfumature speziate di ginepro, leggero mallo di noce. Attacco potente ma non debordante, con la consueta freschezza che smussa le sensazioni dolci e mature del frutto, trama tannica fine e calibrata, la percezione alcolica rimane confinata dietro al grande apporto fruttato; impressiona notare come il vino, assolutamente persistente, lascia la bocca pulita e asciutta, elemento che induce a credere che sia un perfetto sposo della selvaggina.

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