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Bolgheri Rosso Adèo 2018

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2021


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: cabernet sauvignon, merlot
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: CAMPO ALLA SUGHERA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Il primo vino presentato da Campo alla Sughera, dinamica realtà vitivinicola di Bolgheri (LI), è dedicato ad Adeo, scrittore greco. Stiamo parlando dell’antichità (III secolo a.C), egli fu studioso d’arte ed enologia, diversi i saggi pubblicati. Un omaggio al classicismo e lo sguardo sempre rivolto al futuro, è un po’ il motto dei proprietari di questa interessane Cantina sitata a pochi km dal mare, parliamo di Costa Toscana ovviamente. Cabernet sauvignon e merlot sono le uve prescelte, in questo habitat hanno saputo adattarsi alla perfezione, terreni di natura alluvionale dove sabbia e argilla forgiano vini dalle innate doti d’equilibrio e grande bevibilità. L’area è quella di Campo alla Sughera-Bolgheri, cordone speronato il sistema d’allevamento principale, densità d’impianto pari a 9500 ceppi/ha con vendemmia manuale in cassette da 15 kg. L’Adèo subisce una vinificazione in acciaio, a temperatura controllata di 28°C, che si protrae per 15-20 giorni, l’affinamento è di 12 mesi in barriques e 6 mesi in bottiglia.
Si palesa in veste rubino intenso carico di antociani, la tonalità è vibrante e di media trasparenza, riflessi porpora sull’unghia. Al naso è subito intenso, mai sfacciato, la vinosità è un lontano ricordo; semmai frutti croccanti di bosco che ricordano il lampone spremuto, amarena, rinfrescati qua e la da refoli floreali di rossa rosa, note di cosmesi tra cui spicca il rossetto, chiodo di garofano e un finale balsamico d’eucalipto. È un vino che al naso cambia registro di continuo, mi ha talmente incuriosito questo elemento che ho deciso di risentirlo il giorno seguente, allorché rimandi marittimi-silvestri, in particolare pino mugo e un ricordo di macchia mediterranea, hanno conquistato la scena.
In bocca mostra tutta la sua gioventù ma nell’accezione nobile del termine, perché freschezza e tannino incisivo sono le parole d’ordine; un sorso lungo, sapido, mostra profondità e conquista il palato con garbo, non con inutili muscoli o peggio rimandi legnosi. L’alcol è e ben fuso alla materia, è un vino che è solo all’inizio del suo cammino. Per ora fa la sua bella figura abbinato a un piatto di pici al ragù di cinghiale. Quattro chiocciole piene che strizzano l’occhio alla quinta.

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