Boca Il Rosso delle Donne 2009

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2014


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo 70%, vespolina 25%, uva rara 5%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: CANTINE DEL CASTELLO CONTI – di Conti Elena, Anna e Paola
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Ma quell’uva rara ci deve stare per forza? Il disciplinare del Boca la prevede, ma non è obbligatoria, può esserci oppure no, dal 10 al 30% può essere insieme alla vespolina o da sola e viceversa. Del resto nelle vigne del Boca c’è sempre stata, insieme al nebbiolo sono le tre varietà che lo compongono, e le sorelle Conti non hanno 100 ettari vitati con cui divertirsi a fare una dozzina di tipologie di vino, bensì uno solo, ripartito in due appezzamenti separati nelle località Motto Grande e Cappelle. Così, anche se la bonarda novarese, detta appunto “uva rara”, non è un vitigno di particolare pregio e resistenza, poco tollerante all’oidio, soggetta a colatura nelle annate non ottimali, quindi con grappolo piuttosto spargolo (dovuto principalmente ad un eccesso di vigore in fioritura), povera di tannini ma che regala un bel profumo di viola e una certa morbidezza dovuta all’ottimo corredo zuccherino, in piccola percentuale è giusto che ci sia, ha un valore storico e non inficia sulla qualità del prodotto, visto che si tratta solo del 5%, ed è anche un motivo d’orgoglio. Elena, la vignaiola delle tre sorelle (le altre sono Paola e Anna), ha da sempre lavorato nel modo più naturale possibile, utilizzando solo rame e zolfo di miniera in quantità modeste e il sovescio per dare nutrimento al terreno, nessun diserbante né chimica di sintesi, consapevole, come le aveva insegnato il papà, che tutto ciò che si usa in vigna finisce nel bicchiere. Quella del Boca è una terra eccezionale, un misto di creta e porfido la cui composizione cambia a seconda delle zone. In casa Conti regna da sempre l’arte, che ritroviamo anche nelle etichette, accompagna il vino nelle sale del castello di famiglia e in eventi di assoluto interesse, perché vino e arte sono figlie dell’estro umano, che in casa Conti non manca di certo. Il loro Boca, per scelta aziendale, matura e affina più a lungo dei tre anni previsti dal disciplinare (complessivamente almeno un anno in più), scelta che condivido assolutamente, è un vino che esprime tutta la sua grandezza solo dopo lungo tempo, lo hanno ampiamente dimostrato le vecchie annate degustate da loro nel 2007, a partire dalla ’84, che rivelava ancora una freschezza e una vitalità impressionanti. Ma veniamo al giovane 2009, dal bel colore rubino luminoso, con aloni granati che testimoniano la sostanziale presenza del nebbiolo. Accostato al naso, forse più che in altre annate, lo ritrovo immediatamente disponibile e comunicativo, ammantato di note di violette e rose e di un frutto vivace, mi fa tornare con i ricordi alle sagre in cui per i vicoli senti il profumo delle ciliegie appena raccolte, o dei frutti dimenticati, quelli sempre più rari da trovare e che avevano un profumo e un sapore indimenticabili. C’è tanto lampone, ma anche corbezzolo, ribes, una struggente ventata minerale, una sfumatura di pepe e ginepro. L’assaggio è rivelatore di un vino godibile ma giovane, freschissimo, balsamico, con un tannino di pregevole fattura, deciso ma di grana fine, c’è anche più carnosità di un tempo, senza avere sottratto la consueta eleganza, lo conferma il pulitissimo e lungo finale, ricamato di liquirizia e ancora mineralità. Cinque chiocciole in prospettiva, con assoluta convinzione.

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