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Bianco Téis 2019

Bianco Téis 2019 PitarsDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2021


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: pinot grigio, malvasia istriana
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: PITARS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a  15 euro


Un’altra etichetta che ricordo con piacere, e che ha allietato le due giornate trascorse in compagnia dei titolari della Cantina Pitars, è il Venezia Giulia Bianco Téis 2019; un vino del tutto singolare. San Martino al Tagliamento, piccolo comune in provincia di Pordenone, prende il nome dal noto fiume selvaggio – uno degli ultimi rimasti in Europa – che caratterizza gran parte dei vini prodotti in questo lembo di terra friulana.
L’originalità del prodotto sta proprio nell’assemblaggio di due tra le varietà più particolari allevate, a guyot, fra queste colline: pinot grigio e malvasia istriana. Téis è una parola dialettale che richiama fortemente i tigli secolari che lungo l’argine del Tagliamento proteggono la vigna dalle brezze alpine. Le uve, allevate su terreni sassosi tipici delle Grave del Friuli, crescono sane grazie ad una costante ventilazione e un’esposizione favorevole e l’annata 2019, in gran parte, verrà ricordata proprio per l’intensità dei suoi aromi. Vendemmia svolta solitamente durante la prima quindicina di settembre, spremitura soffice, vinificazione e fermentazione svolta in acciaio, a temperatura controllata a 18 °C, per mantenere il più possibile i profumi e le caratteristiche originarie delle due uve prescelte. Veste paglierino vivace, si distingue per buona consistenza e riflessi eleganti, chiari, vanno dal beige al rame appena accennato.
Il naso è esplosivo e non certo per l’esuberanza dei toni, ma per via di una molteplicità di profumi che la mente ricerca, grazie ad un naso mai stanco – spesso accade con vitigni aromatici o semi aromatici – che richiamano i fiori freschi, biancospino, ginestra, erba appena falciata di campo, fieno secco, mandorla verde e pera Williams; lo sfondo agrumato è intenso i tratti risultano freschi, stimolanti, mandarino e litchi su tutti.
In bocca vi è sinergia tra parti morbide e notevole freschezza del sorso, un vino lunghissimo che impegna il palato attraverso tutta la sua carica aromatica, tuttavia in secondo piano rispetto alla grande sapidità derivata da un terreno prepotentemente minerale; ciò significa dunque anche grande longevità. Sarà un piacere riassaggiarlo non prima di 3-5 anni, sono sicuro che conquisterà la quinta chiocciola, oggigiorno sono quattro e abbondanti, come le porzioni del baccalà mantecato che mi appresto a servire ai miei commensali, abbinamento strepitoso.

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