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Bianco Lungolago 2021

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 05/2024


TipologiaIGT Bianco
Vitigni: chardonnay, grechetto
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: VIANDANTE DEL CIELO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 48 a 54 euro


La prima delle due etichette presentate dall’azienda Viandante dal Cielo, di Passignano sul Trasimeno, è un blend di uve chardonnay e grechetto. Quest’ultimo è un vitigno autoctono umbro che a mio avviso possiede un potenziale ragguardevole, sia in assemblaggio – dove solitamente conferisce al vino una bella spina dorsale – sia in purezza. Lungolago è un chiaro omaggio al terroir lacustre da cui prende il nome. L’annata 2021 sta regalando parecchie soddisfazioni soprattutto per quanto concerne i bianchi, per i rossi è ancora presto a mio avviso per trarre conclusioni.
Indubbiamente calda, come del resto l’ultima decade, pur tuttavia lontana dai picchi di afa e siccità raggiunti in altri millesimi. Prodotto mediante uve allevate a Guyot singolo (con 4 o 5 gemme) in un vigneto di circa 0,6 ettari, situato a Passignano sul Trasimeno in provincia di Perugia. Le viti affondano le proprie radici su terreni esposti a sud-sud ovest ricchi di sabbia e limo, ad un’altitudine di 300 – 320 metri sul livello del mare. L’azienda ha ottenuto la certificazione biologica e in cantina predilige l’utilizzo di lieviti indigeni.
La vendemmia avviene solitamente a metà settembre. Il vino affina in barriques di rovere francese provenienti da diverse foreste, 50% nuove e 50% di secondo passaggio. Contatto con le fecce fini per 90 giorni, bâtonnage eseguito tre volte a settimana il primo mese, ogni settimana il secondo mese e ogni due settimane il terzo. Riposo nel medesimo contenitore per 6 mesi più altri 8 in bottiglia prima della vendita; ne vengono prodotte in media 2.500 bottiglie all’anno.
Veste paglierino vivace, buon estratto, tonalità piuttosto calda, solare. Il suo respiro è intrigante, cambia registro di continuo passando dal frutto opportunamente maturo alla spezia dolce raggiungendo anche le erbe aromatiche. Nell’ordine: pesca bianca, ananas e mela annurca, finocchietto selvatico e menta piperita; lenta ed incessante una scia salmastra che in chiusura impreziosisce il bouquet di profumi.
Un bianco carismatico e lo si evince dal timbro gustativo dal ritmo quasi sincopato, alludo alla freschezza e sapidità in buona sinergia. Lungo, potente, ma con grazia e disinvoltura; motivo, quest’ultimo, che mi spinge ad attribuire la quinta chiocciola sin da ora. Umbricelli con burro e scaglie di tartufo nero estivo. In provincia di Perugia se ne trovano di buonissimi, soprattutto sul Monte Subasio.

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