Bianco Aranzu 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 07/2021
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: vermentino
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: RAÌCA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Segnatevi il nome di questa piccola e recentissima azienda situata a due passi da Olbia, ereditata dalla coppia Eugenio Bocchino e Cinzia Pelazza; in soli cinque anni stanno dando vita a una realtà che farà sicuramente parlare di sé, con all’attivo piccole produzioni ma di grande qualità. Del resto hanno già una forte esperienza vitivinicola con la storica “Eugenio Bocchino” a La Morra nel cuore delle Langhe piemontesi. Come ho già scritto nella scheda sul Sarraiola, hanno la fortuna di avere a disposizione piante con età media che sfiora i 50 anni, in una zona fantastica come la Gallura, dove il vermentino è decisamente di casa.
Le uve sono state sottoposte a macerazione a contatto con le bucce per 15 giorni in vasca d’acciaio, dove si è svolto tutto il ciclo fermentativo. Già dal colore si può capire che l’Aranzu (nome scelto non a caso) entra nella categoria degli “orange wines”. Eugenio e Cinzia puntano a dare ai vini la massima naturalezza possibile, espressione che in questo fazzoletto di terra sarda gli riesce benissimo.
A me è piaciuto molto, ne ho apprezzato l’estrema pulizia, cosa che già lo pone in una posizione di assoluta affidabilità in un ambito ancora molto incerto, dove si possono trovare eccellenti vini naturali ma anche cose improponibili, perché per fare questa tipologia di vino ci vuole una grande esperienza e conoscenza enologica e agronomica, non si può lasciare tutto al caso.
Un piacevole profumo agrumato inframmezzato da onde salmastre spinge subito nell’atmosfera isolana, colpisce molto la sensazione di salsedine e sabbia, sembra di stare davvero al mare a raccogliere telline; si aggiungono sentori di macchia, lentisco, timo, alloro, poi arancia gialla e mandarino, sbuffi di nocciola.
In bocca è un vero piacere, raccomando di non berlo freddo ma almeno a 12 gradi, in fondo è un rosso mascherato, con la differenza che ha più eleganza che struttura e una dose contenuta di alcol che la maggior parte dei vini rossi non riesce più ad avere. Questi elementi rendono l’Aranzu un vino che si gode a ogni sorso, da solo come accanto a crostacei, moscardini, frittura di paranza, ma anche a una pizza gourmet come la “Carpaccio di polpo”, uno dei capolavori di Mater di Amalia Costantini a Fiano Romano. Un’altra quinta chiocciola assolutamente meritata.