Barolo Monvigliero 2008

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2013


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: MAURO SEBASTE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Vi ricordate le diatribe che fino a qualche anno fa accendevano gi animi di frequente sulla questione barrique o legno grande? Nel caso del Barolo (ma anche del Brunello di Montalcino) ci si trovava spesso di fronte a vere e proprie fazioni, inamovibili, convintissime l’una dell’assoluto beneficio della piccola botte francese, l’altra che questo tipo di legno snaturava completamente il nebbiolo, cedendo troppe note derivate dalla tostatura e dalla più veloce ossigenazione. Nel frattempo sono passati molti anni, soprattutto dai primi tentativi di utilizzo di queste botti da 225 litri e similari, e molti produttori hanno imparato a conoscere meglio le differenze, spesso considerevoli, fra un tipo di barrique e un altro, sia per livello di tostatura che per provenienza (infatti molti hanno sperimentato anche barrique australiane, californiane ecc.). Questo gli ha permesso di capire quale direzione intraprendere, alcuni hanno trovato la soluzione ideale nelle botti di rovere di Slavonia di formato intermedio, tra i 10 e i 20 ettolitri, altri hanno preferito creare due tipologie distinte di Barolo, orientando quelli più “duri” verso la barrique o il tonneau da 500 litri e lasciando maturare in botti classiche quelli con tannini meno aggressivi e tenaci. Mauro Sebaste ha scelto una soluzione “mista”, utilizzando per i suoi Barolo botti di rovere francese da 16 ettolitri e tonneau di formato leggermente inferiore allo standard, 400 litri. Personalmente ho sempre prediletto i vini dove il legno non emerge, a prescindere dalle dimensioni del contenitore, dato che anche una botte grande, quando è nuova, marca non poco il vino, e in questi casi, infatti, i produttori esperti sanno bene che il parco botti non va mai rinnovato in blocco, non solo per i costi spesso insostenibili, ma anche per garantire al vino di non rimanere stravolto da un mutamento repentino di stile. Il Barolo Monvigliero nella versione 2008 rappresenta a mio avviso una delle migliori espressioni di questo pregevole cru di Verduno, con un cuore ancora rubino e un’unghia più decisa verso il granato. Profuma di rosa e ginepro, di timo ed erbe secche, ciliegia appena matura, liquirizia e leggera menta, si fa apprezzare per l’estrema pulizia olfattiva e per una notevole classe. Al gusto appare altrettanto elegante, con un tannino efficace e contenuto nell’astringenza, l’ottima freschezza e una non trascurabile vena sapida caratterizzano questo vino dinamico, complesso e longevo. Grande piacere al riassaggio, si rimane avvolti in una ricca sequenza di sensazioni.

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