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Barbera d’Asti Superiore Ronzana 2017

Barbera d'Asti Superiore Ronzana 2017 Fratelli FerroDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2022


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: FRATELLI FERRO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Dopo aver recensito la Barbera d’Asti Ronzana 2019, torno a parlare dell’Azienda Vitivinicola Fratelli Ferro attraverso la medesima etichetta, questa volta Superiore, prodotta in un millesimo che difficilmente verrà scordato. Caldo, clima torrido e siccità hanno caratterizzato soprattutto la stagione estiva, tuttavia la Cantina di Castiglione Tinella – piccolo paese delle Langhe in provincia di Cuneo – forte di un’esperienza non indifferente ha deciso di giocare in difesa, preservando al massimo la materia prima e riuscendo dunque a portare in cantina uve sane e con livelli di acidità adeguati.
Il nome in etichetta, come spesso accade da queste parti, è dedicato al vigneto in questione che ha circa 28 anni, ubicato appunto in frazione Loreto bricco Ronzana, con piena esposizione sud; la vite cresce su terreni ricchi di calcare e argilla. Rispetto alla versione precedente, oltre ad una resa più bassa, è soprattutto l’affinamento in legno a delineare tratti completamente diversi pur mantenendo un approccio fresco e spigliato, elemento quest’ultimo che caratterizza la gamma di vini F.lli Ferro.
Versato all’interno del calice rivela una trama cromatica vivace, intensa, rubino squillante che con il passare degli anni acquisirà sfumature granato. Timbro olfattivo notevole dove la frutta matura domina: amarena, susina rossa, mirtillo nero e un flebile accento balsamico di eucalipto che anticipa un corredo floreale nitido, aggraziato, rimanda alla rosa rossa e alla viola; dolce il ricordo di legni nobili ben fusi alla materia, terriccio umido, tabacco e liquirizia in chiusura; interessante l’evoluzione a 24 ore dalla mescita.
In bocca vi è sinergia tra rotondità e succo, la spalla acida e la conseguente freschezza del sorso sono la prova inconfutabile che soprattutto in vigna si è lavorato con passione e al massimo della possibilità; profondità gustativa di tutto rispetto e chiusura sapida che funge da passaporto per il futuro. Una cosa è certa sarò ben lieto di assaggiarlo nuovamente dal 2024 in poi. Abbinato a un carrello di bolliti misti alla piemontese è un gran bel modo di rendere omaggio alla stagione invernale e ad un tipo di cucina che adoro. Vicino alla quinta chiocciola.

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