Barbera d’Alba 2013

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2016


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: PUNSET – Azienda Agricola Biologica di Marcarino Marina
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Si può discutere quanto si vuole delle varie filosofie bio-biodinamiche-naturalistiche che albergano nel campo della viticoltura e dell’agricoltura in generale, ci saranno sempre gli scettici, i paladini convinti della nuova scienza, gli opportunisti che vedono nel bio l’ennesima occasione di business. Marina Marcarino invece ci crede proprio, da piemontese razionale, che ha sperimentato sul campo le diverse pratiche seguendone con attenzione i risultati, monitorandoli giorno dopo giorno. Così oggi ha fatto ulteriori passi avanti, dopo vent’anni di viticoltura biologica e dopo alcuni anni di biodinamica, ha capito che Masanobu Fukuoka, pioniere dell’agricoltura naturale e non interventista, aveva ragione da vendere. Lo ha capito ancora una volta sperimentando sul campo, dando sempre maggiore spazio alla capacità di autoregolarsi della natura, secondo un principio che vede nell’intervento umano la causa principale degli squilibri in agricoltura. In natura, infatti, ci sono già tutte le risposte su come garantire una terra fertile e sana, piante forti e capaci di autodifendersi, senza dover ricorrere a concimazioni e interventi chimici. Un processo che richiede ovviamente del tempo, una sempre maggiore esperienza e conoscenza dei meccanismi che favoriscono una viticoltura sana e non invasiva. Al di là di questi processi che, tanto per cominciare, garantiscono di avere di fronte dei vini privi di qualsiasi sostanza chimica o dannosa per l’uomo, a parte l’inevitabile alcool, quello che appare evidente è che i vini di Marina hanno nelle loro molecole un’energia e una vitalità notevoli. Per mia curiosità ho lasciato questa Barbera d’Alba 2013 con poco più di metà vino, per un paio di settimane, per vedere se avrebbe ceduto a ossidazioni o perso quella verve, sia olfattiva che gustativa, che al primo assaggio appariva del tutto evidente. Oggi ho deciso di riaprirla e versarmene un po’ nel calice e l’ho trovata in condizioni perfette. Anzi, quel po’ di ossigenazione è servito ad aprirla ancora di più, rivelando profumi di rose rosse, ciliegie e mirtilli appena maturi, ma anche effluvi minerali e mentolati, con qualche sbuffo di erbe aromatiche. Portato alle labbra restituisce un sorso succoso e dall’impatto quasi voluttuoso, acidità e morbidezza viaggiano insieme offrendo al palato sensazioni eccitanti e una pienezza di frutto di notevole impatto, con un bellissimo finale che accenna alla liquirizia. Una Barbera freschissima e ricca, dinamica, digeribile, da godere ora ma non si correrebbero rischi se la si lasciasse in cantina per qualche anno. Sfiora la quinta chiocciola.

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