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Barbaresco Basarin Riserva 2015

Barbaresco Basarin Riserva 2015 PunsetDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione:
05/2022


TipologiaDOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: PUNSET – Azienda Biologica di Marcarino Marina
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Vino Bio:


“Bevevamo forte a quei tempi, prima di tutto perché c’era da bere, e poi avevamo bisogno di sfogarci; era festa, una strana festa. Recentissimo e orrendo, il passato ci ossessionava, l’avvenire era un mito di speranza e di dubbio, non potevamo essere sereni, il mondo contrastava le nostre passioni. Dovevamo dimenticarlo, e dimenticare persino che dimenticavamo. Abitavamo un’arca. Formavamo una sorta di confraternita che celebrava di nascosto dal mondo i suoi riti segreti.”
Simone de Beauvoir, La force des choses (1963)

Che l’alcol sia dannoso per la salute è un fatto assodato, ma è anche vero che quando il nostro corpo funziona, è in grado di metabolizzarlo se non se ne abusa. Il punto è proprio questo. Personalmente posso dire che in vita mia una sola volta mi sono ubriacato, ero giovane e non era stato il vino a farmi addormentare come un sasso, ma un Fundador, brandy spagnolo che ai miei tempi andava per la maggiore…
Con il vino? Mai, neanche una volta, sebbene al ristorante ho sicuramente superato i limiti consigliati dai medici. Devo dire però che mi inquieta vedere film e serie tv dove viene versato in qualsiasi momento della giornata e bevuto come fosse acqua. Non è un bel messaggio per le nuove generazioni che si accostano a questa preziosa bevanda.
Questa premessa è scaturita proprio dal breve estratto della de Beauvoir, che ovviamente non va interpretato così, poiché si tratta di un libro concepito in 20 anni di vita, durante la quale sono successe cose enormi (leggetelo!), ma è utile per riflettere su come spesso l’alcol assuma un ruolo sbagliato nella nostra vita quotidiana, una sorta di droga, dannosa quanto il fumo, segnale evidente delle nostre fragilità.
Bene, il vino secondo me merita un atteggiamento diverso, più è buono e coinvolgente, più diventa fondamentale centellinarlo, assaporarlo, soffermarsi sulle sensazioni che trasmette, e non usarlo come rimedio ai propri disagi, alle proprie difficoltà.
Un Barbaresco come quello di Marina Marcarino, proveniente dal cru Basarin, calza a pennello con quanto ho scritto, chiede ascolto, riflessione, il suo scopo, come quello di tutti i vini degni di questo nome, è quello di infondere serenità ma non di annebbiare i nostri pensieri, non di riempire i nostri vuoti, altrimenti di lui non ricorderemo più nulla, sarà presto rimpiazzato da un altro vino, e poi un altro ancora.
L’ho aperto mezz’ora fa e ancora non l’ho assaggiato, come in amore l’attesa è spesso già un grande piacere, perché correre quando sappiamo che ogni attimo può essere emozionante, indimenticabile?
Marina è donna, sicuramente lo sa meglio di me, così il suo Basarin rispecchia perfettamente questo incedere lento e progressivo, un crescendo che già nei profumi di viola, menta e prugna ti predispone alla distensione, a un piacere sottile, non irruento ma profondo, che parte dall’epidermide e attraversa i vari strati del corpo fino a stuzzicare le punte dei piedi. Quella balsamicità che ritrovi anche nell’assaggio, ti porta lentamente nel sottobosco, fra ciclamini e felci, i sette anni dalla vendemmia sono ancora pochi per quanto può aprirsi questo vino, l’energia che emerge sorseggiandolo lascia intendere che il suo cammino è appena iniziato, è un puledro scattante, pieno di vita e orgoglioso di esistere. Ma che puledro!
Bevete bene, bevete il giusto.

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