Bagolaro 2000

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@
Data degustazione: 06/2002


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: cabernet sauvignon , corvina, merlot
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: CA’ DELL’ORA – Azienda Agricola Vitivinicola Cà Dell’Ora
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: N/A


Bagolaro è il nome di un albero della famiglia delle ulmacee, che ha foglie dentate che manco a dirlo somigliano a quelle dell’olmo, corteccia liscia, legno piuttosto duro e molto elastico e può raggiungere la ragguardevole altezza di 36 metri. Ce n’è un esemplare proprio lì, in azienda, che proietta la propria ombra sulla casa, Ca’ dell’Ora; lo trovate magnificamente riproposto sull’etichetta talentuosamente disegnata dalla gentil consorte di Claudio Tambara, responsabile della conduzione aziendale… e Bagolaro è anche il nome di questo vino dal colore rosso rubino vivace, cristallino, che non esagera nella concentrazione ma mostra la sua consistenza sui bordi del bicchiere, che restano ben grassi al suo passaggio e formano larghi archetti che, rattrappendo, scendono in lacrime decisamente larghe. Lo avviciniamo a noi e riconosciamo il sottofondo erbaceo, tipicamente di fieno, tipico dei vitigni dai quali il vino è ottenuto. Dal sottofondo emergono frutti di bosco ancora freschi e fragranti, fragoline in primis, poi ribes rossi e neri, quasi in macedonia. Note tostate e vanigliate accompagnano in maniera apprezzabile l’insieme dei profumi fruttati, lasciando comunque spazio, dopo l’ossigenazione ad aromi ancora erbacei ma stavolta freschissimi, quasi balsamici di menta. In bocca si mostra coerente e pulito, abbastanza caldo ed anche qualcosina di più, di buona morbidezza come ci si aspettava, sostenuto da nerbo acido ancora vivido, sicuramente insieme alla tipica sapidità conferita dal territorio, la caratteristica più in evidenza di questo vino. Il tannino è in media quantità e quello che c’è è di ottima fattura, vellutato e piacevole. E’ vino gentile, più persistente che intenso, corrispondente alle attese di vista ed olfatto, che finisce come era iniziato lasciando sensazioni nel contempo morbide e fresche, gradevolmente ammandorlate. Elegante ripetiamo, giusto compromesso tra sfarzo ed austerità; da provare, servito a 16-18°, in calici per vini rossi morbidi di equilibrio gustativo. Noi l’abbiamo accompagnato con un pollo ruspante cotto semplicemente al forno in una casseruola con un dito di acqua sul fondo, sale pepe ed una noce di burro… accordo perfetto. Da provare anche con primi piatti saporosi, la polenta condita alla maniera del centro-sud con le spuntature di maiale, carni scottate alla griglia e formaggi a media stagionatura.

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