Amarone della Valpolicella Classico Morópio 2004

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2008


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: corvina, corvinone, rondinella, molinara
Titolo alcolometrico: 16,5 %
Produttore: ANTOLINI – Azienda Agricola Antolini Pierpaolo e Stefano
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Vi ricordate che vi avevamo accennato dell’arrivo di un nuovo Amarone in casa Antolini? Ebbene eccolo, si tratta del Morópio alla sua prima uscita, classe 2004, ottenuto da vigne di quasi 40 anni, cresciute su terreni tufacei e argillosi, capaci quindi di reggere bene anche le annate siccitose. Vendemmia a fine settembre, rigorosamente a mano selezionando solo le uve perfettamente sane e mature, per poi disporle in fruttaio ad appassire fino a gennaio. A questo punto l’uva avrà perso dal 30 al 40% del proprio peso, verrà quindi pigiata e posta a fermentare con le sue bucce per circa 30 giorni in appositi serbatoi a temperatura controllata e con sistemi di rimontaggio e rottura del cappello automatici. La maturazione avviene in barrique e tonneau di rovere e in parte in botti di ciliegio per un paio di anni, a cui segue l’affinamento in bottiglia per circa 6 mesi. Il vino si presenta di colore rosso rubino cupo e quasi impenetrabile, con una massa alcolica notevole e grande struttura, ben visibili facendo roteare il calice. L’impatto odoroso non lascia dubbi sulla tipologia, gli effetti dell’appassimento sono evidenti ma al naso non è la dolcezza a prevalere, bensì una materia complessa e variegata, una tessitura di fiori passiti come rosa, magnolia, ibisco, una bella confettura di amarene, mirtilli, visciole, more di rovo, poi note speziate di ginepro, chiodo di garofano, noce moscata, sfumature di ginseng, boero, liquirizia dolce, tabacco. In bocca è perfettamente percepibile la densità del frutto dovuta all’assenza della parte acquosa, il tannino è fitto e solido, un certo residuo zuccherino lascia supporre che il vino avrebbe potuto facilmente raggiungere i 17° alcolici. Personalmente un vino di questa forza espressiva lo vedo bene sia da solo, magari in una serata umida d’inverno, che in compagnia di piatti a base di selvaggina, magari preparata con una salsa dello stesso vino e un buon numero di spezie. E’ un Amarone rischioso, perché nonostante la grande alcolicità riesce a nascondere piuttosto bene la sua potenza, e conquista per la sua affascinante complessità, quindi gustatelo, assaporatelo, ma con una certa parsimonia!

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