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Amarone della Valpolicella Classico Campo del Titari Riserva 2015

Amarone della Valpolicella Classico Campo del Titari Riserva 2015 BrunelliDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2021


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: corvina veronese e corvinone 75%, rondinella 15%, oseleta 10%
Titolo alcolometrico: 17%
Produttore: BRUNELLI – Azienda Agricola Brunelli Luigi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro


Fa una certa impressione notare che soltanto 12 anni fa, quando scrivemmo dello stesso vino, annata 2001 (allora era Doc e non Riserva), la gradazione alcolica era “solo” 15%, mentre con il 2015 siamo arrivati a 17%.
Il cambiamento climatico ha sicuramente influenzato questo risultato, ma credo che l’elemento determinante sia il tempo di appassimento in fruttaio, che è di ben 4 mesi, con la conseguente perdita di peso del 45%, una dieta che coinvolge solo la parte liquida, producendo nell’acino una concentrazione notevole di tutte le sue sostanze. Solo allora avviene la pigiatura e il processo di vinificazione, che si conclude con un periodo di 4 anni di maturazione in barriques di rovere di Allier. Segue un giusto affinamento in bottiglia di almeno un anno.
Con queste premesse ci potremmo aspettare un vino sovraccarico, eccessivo, invece basta accostarlo al naso per rendersi conto dell’incredibile equilibrio di profumi e di una percezione alcolica che mai farebbe supporre una simile gradazione. Non solo, il colore non è affatto concentrato, impenetrabile, ma “giusto”, un granato con cuore rubino che viene attraversato senza difficoltà dalla luce.
Come accade per molti Amarone, ci si trova sempre più spesso di fronte a note di confettura e frutta secca, qui invece abbiamo una ciliegia e un’amarena indubbiamente mature ma non marmellatose (attenzione! Il calice è importante, io sto utilizzando un Bourgogne della Zalto, in grado di esaltare pregi e difetti di vini come questo), il legno si è integrato perfettamente lasciando una leggera scia vanigliata, seguono note di tabacco da pipa, cioccolato, ginepro e sfumature pepate.
In bocca è intenso, ricco ma non pomposo, l’acidità non manca evitando che il sorso si appesantisca, qui ovviamente la sensazione pseudocalorica non può non essere percepita, ma non trabocca, non sovrasta, consentendo un ritorno aromatico avvolgente e sapido, persistente e arioso.
Peccato che siano solo 3000 bottiglie, del resto i grandi gioielli sono solo in pochi esemplari…

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