Amarone della Valpolicella Classico Campo del Titari 1998

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 12/2001


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: corvina veronese 70%, rondinella 20%, molinara 5%, sangiovese 5%
Titolo alcolometrico: 15 %
Produttore: BRUNELLI – Azienda Agricola Brunelli Luigi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Esame visivo: Limpido, rosso rubino tendente al granato, profondo e concentrato, inclinando il bicchiere si può apprezzare un’unghia molto corta a conferma dell’alta quantità di estratto presente, nel bicchiere si muove compostamente ed allo scuotimento lascia i bordi ben grassi che formano una coroncina di archetti fitti, che scendono in lacrime larghe e molto lente: piena consistenza. Esame olfattivo: Impatto fitto ed elegante, da un sottofondo di bosco con fogliame umido ed humus, emergono netti i profumi di frutti selvatici scuri, visciola matura ed uva nera appassita. Con l’ossigenazione l’olfatto si fa più complesso, si apprezza tabacco scuro e scatola di sigari, accompagnati da sentori balsamici di alloro e speziatura dolce di noce moscata, qualcosa di minerale che ricorda la pietra focaia. Intenso, di rara eleganza, qualità olfattiva eccellente. Esame gustativo: Secco, ben caldo e ben morbido ma anche sorprendente di freschezza, fornitagli da nerbo acido ben presente (è definibile abbastanza fresco/fresco), il tannino è a trama molto fitta ed anche molto fine, elegante, accompagnato da nota sapida. In bocca la sua intensità esplode con compostezza, forse “implode” è la parola giusta, masticabile e tondo nello stesso tempo; le sensazioni olfattive si ripetono ed il finale è lunghissimo, di visciola dolce sotto spirito, tabacco e nota minerale in ordine cronologico. Ancora eccellente. Stato evolutivo: Pronto. Giudizio finale: Intensità o eleganza? Questo è il dilemma. L’intensità che ha in meno rispetto al suo fratello maggiore del ’97, questo Tìtari ’98 la recupera in eleganza veramente non comune per la sua tipologia. Potremmo definirlo quasi austero se ciò non sembrasse paradossale per un Amarone. E’ un gigante buono, nella favola di Pinocchio potremmo paragonarlo a Mangiafuoco. Quest’anno ci pare abbia ricevuto qualche premio in meno, errore, per noi rimane un “cinq etoiles”. Sempre grandi la nota acida e quella minerale che ne fanno un fuoriclasse, bene così. Ha lunga vita dinanzi a sé, ma è ottimo anche subito, servito nelle migliori occasioni, a 18°, in bicchieri importanti, bene quelli per vini rossi nobili ed eleganti, come lui. Abbinamenti: Piatti di carne strutturati importanti, ben conditi, ancora meglio cacciagione. Capretto arrosto cotto a legna di ginepro, anara col pien (anatra arrosto ripiena), anatra in salsa. Formaggi saporosi ed anche stagionati. Come sempre ricordiamo che è ottimo anche da solo come vino da meditazione.

RECENTI

  • Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Cuvée del Fondatore 2016

    Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Cuvée del Fondatore 2016

  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

    Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

  • Prosecco Extra Dry

    Prosecco Extra Dry

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2017 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani