Alto Adige Pinot Nero Riserva Hirsch 2018
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2023
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: pinot nero
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: STEINHAUS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 20 a 25 euro
La prima delle due Riserve di Pinot Nero proposte da Steinhaus, Cantina di Salorno (BZ) in mano alla famiglia Gussalli Beretta dal 2017, riporta in etichetta il termine Hirsch. Questo curioso nome, in lingua tedesca significa “cervo”, un omaggio al nobile animale da sempre presente all’interno dell’ampia tenuta soprattutto nei mesi autunnali e primaverili. L’eleganza, la forza e lo spirito libero di quest’ ultimo simboleggia, per via del rinnovo periodico del suo meraviglioso palco, la rigenerazione vitale e il ciclo continuo di rinascita stagionale della natura; un parallelismo che mi ha colpito e che trovo calzante. L’idea, inoltre, di voler offrire un prodotto fresco, slanciato, privo di eccessiva concentrazione – dunque maggiormente in linea col carattere del pinot nero – rimanda nuovamente all’agilità del cervo, all’astuzia e alla classe che da sempre lo contraddistingue.
Veniamo al vino in questione, le cui uve vengono allevate all’interno del comune di Salorno su terreni calcarei con affioramenti di origine porfirica, argillosa, a circa 600 metri sul livello del mare. La materia prima appena vendemmiata viene cernita, diraspata e messa in tini di acciaio inox termo condizionati dove avviene una prima macerazione a freddo del mosto a contatto con le bucce (intorno agli 0°C). Quest’ultimo viene lentamente riportato a temperatura e viene avviata la fermentazione, al termine della quale si procede ad una macerazione post fermentativa medio corta (bucce-vino) in ambiente inerte. Segue la fermentazione malolattica in modo naturale ed effettuati i travasi il vino affina per il 50% in acciaio, e il 50% in barriques e tonneaux di secondo, terzo e quarto passaggio per almeno 18 mesi. Condivido la scelta di utilizzare contenitori “esausti”, lo scopo è dar maggior lustro alla materia prima e alle peculiarità del territorio. Segue un ulteriore anno di riposo tra acciaio e bottiglia prima della messa in vendita.
Versato all’interno di un ampio calice mostra tonalità rubino intenso, caldo con riflessi granata; media consistenza. Il frutto ben maturo in evidenza rimanda all’amarena, al mirtillo nero, spezie orientali, lieve vaniglia e liquirizia. A circa mezz’ora dalla mescita il comparto balsamico diviene particolarmente fresco e un ricordo di sottobosco rende l’insieme ancor più complesso.
Il registro gustativo è già piuttosto centrato, tannino percettibile seppur setoso, in bocca convince per profondità e sinergia tra parti sapide ed acide; convince soprattutto la profondità di questo vino e la totale assenza di alcol percepito. Perfetto su un piatto di gröstl, ovvero patate arrostite con carne, crauti e un uovo all’occhio di bue con speck ripassati in padella con burro d’alpeggio.