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Enoturismo in Franciacorta: il Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro

Marchio del Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro
Marchio del Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro

È antica la dinastia nobiliare Ricci Curbastro: di origine fiorentina si stabilì dal XIII secolo a Lugo di Romagna a seguito della lotta tra guelfi e ghibellini. Da allora sono diciotto le generazioni di Ricci Curbastro che hanno gestito le aziende agricole di famiglia tutt’ora di proprietà: quella in Romagna (Az. Agr. Rontana) e quella in Franciacorta (Az. Agr. Ricci Curbastro) acquisita nel 1895.
L’azienda della Franciacorta situata a Capriolo (BS) con i suoi 32 ettari di cui 27 vitati, è guidata da Riccardo Ricci Curbastro, agronomo ed enologo. Qui si produce il dosaggio zero “Gualberto”, il Brut, l’Extra Brut e il Satèn, ma anche il Rosé e il Demi Sec, oltre ai vini fermi Curtefranca.

Da sinistra: Gualberto, Riccardo e Filippo Ricci Curbastro
Da sinistra: Gualberto, Riccardo e Filippo Ricci Curbastro

L’accoglienza e la cortesia sono un tratto tipico di questa cantina ma oltre alla produzione e alla vendita dei vini la famiglia ha costruito un arcipelago culturale: Il Museo Agricolo e del Vino, l’Archivio Ricci Curbastro con migliaia di documenti dal XVII secolo (ora in fase di catalogazione e studio) e la Biblioteca Ricci Curbastro con oltre 5.000 libri di agricoltura ed enologia con testi pubblicati dal XVI secolo.

Stampo per stoffa: foglia di vite
Stampo per stoffa: foglia di vite

Il Museo fu uno dei primi in Italia ad aprire le porte al pubblico già nel 1986 raccogliendo la collezione di famiglia, poi appassionatamente ampliata, ad opera soprattutto di Gualberto Ricci Curbastro, uno degli undici fondatori della Denominazione d’Origine Franciacorta, con il Disciplinare del 1967. Il museo fa ora parte anche dei Musei di Impresa, la rete che riunisce oltre 100 musei e archivi di imprese italiane ancora in attività. Sono musei che raccontano ciascuno la propria storia aziendale esponendo documenti, prodotti storici e emozionanti memorie.

Pompa per vino Zambelli a bilanciere, aspiranti, prementi
Pompa per vino Zambelli a bilanciere, aspiranti, prementi

Costruirne uno come quello Ricci Curbastro non è un’operazione semplice: c’è bisogno di qualche avo così appassionato che conservi i materiali già in tempi lontani, è poi necessario avere generazioni successive che ne comprendano il valore storico, affettivo e familiare, salvaguardandolo e curandolo, e infine è fondamentale una generazione entusiasta che decida di raggrupparlo ed esporlo utilizzando degli spazi magari abbandonati dell’azienda. È un museo didattico inserito in una parte dell’azienda riutilizzata per un migliore percorso museografico. Il Museo per Gualberto Ricci Curbastro è stato un modo attento di salvaguardare la memoria storica di tempi, modi di lavorare e vite che non sarebbero più tornate indietro e trasferirle il più possibile alle nuove generazioni.

Sala Viticoltura ed Enologia
Sala Viticoltura ed Enologia

La particolarità di questo museo è che oltre a molti strumenti che riguardano la vigna e l’enologia sono presenti molti utensili, provenienti dall’azienda romagnola di famiglia, legati alla vita contadina e agricola dei campi e interessanti immagini ormai ingiallite che raccontano di vite passate e di stili di vita che non esistono più.
Le sale da visitare sono 4: la prima è denominata “Sala della veterinaria” allestita nell’antica scuderia, che presenta oggetti legati all’allevamento del bestiame e al loro impiego nella produzione di grano, ai tempi diffusissima. Si trovano vecchi aratri in legno, carri agricoli, morsi, giochi e strumenti da carrettieri.

Sala della Veterinaria
Sala della Veterinaria

Nella “Sala dell’enologia” l’esposizione è naturalmente incentrata sull’allevamento della vite, sulla vita quotidiana in cantina e su tutti gli strumenti necessari per la produzione delle botti per l’invecchiamento del vino con pezzi unici sulla storia del torchio da vinacce.
Uno spazio ricco di charme è il fienile con un ballatoio che ne percorre il perimetro e una luce calda che penetra da antiche aperture. Ogni centimetro è occupato da oggetti della vita quotidiana in campagna e in cascina ormai dimenticati ma sempre coinvolgenti ed emozionanti: utensili per la produzione dei tessuti in canapa, lino e seta ma anche per la cucina, come antichi macinini, e coltelli o taglieri per la tradizionale lavorazione della carne e dei salumi.

Triciclo da trasporto con damigiane di vino
Triciclo da trasporto con damigiane di vino

Particolarmente Interessanti sono i cardacci per la filatura della lana, una sorta di pettine in metallo, per pulire, districare e rendere parallele le fibre tessili, e una particolare macchina per fare le caramelle.
Al termine della visita è possibile degustare i vini Ricci Curbastro all’interno dell’ampia sala conferenze, luogo deputato anche a numerosi incontri culturali e degustazioni per professionisti e appassionati.

Alessia Cipolla

MUSEO AGRICOLO E DEL VINO RICCI CURBASTRO
Via Adro, 37 – Capriolo (BS)
Tel. +39 030 736094
www.riccicurbastro.it

Alessia Cipolla

Ha vissuto in 26 case e in 18 città, disseminando pezzetti di radici in Italia e all’estero: una Cipolla nomade più che viaggiatrice. Ma non più irrequieta. Non fugge e non sfugge al proprio destino, è solo che è fatta così: curiosa, emotiva e dinamica. Due passioni accendono la sua vita: l’architettura e il vino in un continuo rimando tra l’uno e l’altro. Nel 2003 fonda lo Studio Archipass, realizzando spazi residenziali e uffici, e, nel 2009, attiva La Costruzione del Gusto, l’anima gourmet dello studio, una rete di professionisti che realizzano spazi, eventi e design per il gusto e con gusto. È sommelier AIS dal 1992, Maestra Assaggiatrice salumi e appassionata di olio. È ideatrice e docente di corsi di Il Progetto della Tavola all’interno dei Master di scuole di design, corsi di hotel e restaurant management e alta cucina, tema sul quale ha pubblicato il libro “Il Progetto della Tavola. Costruire lo Spazio della Convivialità” edito da Francoangeli nel 2015. Non sa cucinare e, ormai senza speranza, neppure si applica più, ma ama tutto ciò che riguarda la Tavola.

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