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Antonelli San Marco, cantina storica umbra oggi anche biologica

E’ una bella mattinata di fine ottobre e il sole è già alto quando lascio alle mie spalle la splendida città di Spoleto e mi dirigo verso Montefalco attraverso una serie di saliscendi e tornanti, vigneti ed uliveti. Non incontro tante automobili e, non avendo una velocità sostenuta, posso concedermi il lusso di contemplare il bellissimo paesaggio. Le indicazioni stradali sono puntuali: imbocco un viale sterrato ed un bel portale antico mi conferma l’arrivo: è proprio quello stilizzato sulle etichette delle bottiglie dell’azienda.

L'ingresso all'azienda Antonelli San Marco di Montefalco (PG)

L’Azienda Antonelli San Marco si trova a Montefalco in località San Marco e possiede 170 ettari in un corpo unico: 45 a vigneto, 10 a uliveto il resto a cereali e bosco.
Già proprietà del Vescovo di Spoleto per oltre 6 secoli, fu acquistata nel 1881 dalla famiglia Antonelli e subito ammodernata. Ci sono documenti del 1889 nei quali si parla di densità di impianto dei nuovi vigneti con 5.000 piante per ettaro. Parallelamente all’ammodernamento, la nuova proprietà pose molta premura nell’evitare una vita di stenti, anzi assicurando ai coloni una vita dignitosa ed agiata. E queste premure hanno certamente assicurato dedizione alla tenuta da parte dei coloni e qualità alla produzione agricola.
Dal 1979 l’azienda imbottiglia il vino prodotto. Dal 1986 è Filippo Antonelli, laureato in Scienze Agrarie, a condurre l’azienda. Già da qualche anno è stato adottato il protocollo per le coltivazioni biologiche anche in vigna e dal 2012 l’Azienda è certificata Biologica.

Un vigneto dell'azienda Antonelli San Marco di Montefalco (PG)

I vigneti sono situati ad una altezza media di 350 metri sul livello del mare, ben esposti al sole e la componente principale dei terreni è argillosa, ma ricca di calcare.
I vitigni aziendali sono orientati soprattutto verso quelli tradizionali in Umbria: Sagrantino, Sangiovese e Montepulciano per quelli a bacca rossa; mentre il Grechetto ed il Trebbiano Spoletino sono i vitigni a bacca bianca; naturalmente non mancano Merlot e Cabernet Sauvignon per concorrere alla composizione di alcuni vini in cui tali vitigni sono ammessi.
La produzione annua del vino si aggira su 300.000 bottiglie; la cura di tutte le operazioni di cantina sono affidate all’enologo Massimiliano Caburazzi e si avvalgono anche della consulenza di un enologo esterno: Paolo Salvi.

La bottaia dell'azienda Antonelli San Marco di Montefalco (PG)

Il vino viene maturato, a seconda delle caratteristiche, in acciaio, vasche di cemento, barriques, tonneaux e botti grandi; alcuni vini, addirittura, fanno un passaggio doppio: sia in botte piccola e poi in botte grande.

Le vasche in cemento vetrificato dell'azienda Antonelli San Marco di Montefalco (PG)

Oltre ad un olio di ottima qualità, l’azienda produce anche pasta di farro ed ha anche una scuola di cucina in sede, in cui vengono utilizzati tutti i prodotti aziendali.
I vini prodotti sono nove: due bianchi, sei rossi ed un passito.
Fra i bianchi il Trebbiano spoletino è il bianco che più riscuote preferenze e simpatie. Del vitigno ho già parlato in altro articolo; passo a descrivere l’assaggio del vino.

Trebbiano Spoletino dell'azienda Antonelli San Marco di Montefalco (PG)Trebbiano Spoletino 2011 – La varietà di uva utilizzata, naturalmente, è il Trebbiano Spoletino in purezza. Le uve vengono raccolte quando sono in uno stato di avanzata maturazione e vengono sottoposte ad un processo di macerazione pellicolare prefermentativa: è lo stesso procedimento seguito per la produzione dei vini novelli.
Le uve vengono sistemate in recipiente saturo di anidride carbonica, che abbassa contestualmente la temperatura. L’anidride carbonica elimina tutta l’aria che c’era nel recipiente e realizza un ambiente ad azione batteriostatica e fungistatica; un ambiente, cioè, in cui né i batteri né i funghi hanno la possibilità di replicarsi; quindi i lieviti, non avendo alcuna possibilità di operare, non innescano la fermentazione.
L’immissione di anidride carbonica abbassa la temperatura in maniera repentina e proporzionale alla quantità utilizzata. In condizioni di bassa temperatura, tutte le sostanze contenute nella buccia, sostanzialmente i precursori aromatici primari, vengono trasferite alla polpa dell’uva. E’ lo stesso effetto che si verifica ai pomodorini surgelati: se li passate velocemente sotto l’acqua corrente, basta la minima pressione fra le dita perché la pellicola del pomodorino, solo una sottile pellicola rosa, si separa dalla polpa.
Con questo procedimento si registrano anche altri vantaggi: sicuramente si evitano probabili ossidazioni e non si deve far ricorso all’uso di anidride solforosa, molto importante in questa fase per creare un ambiente asettico e per selezionare i lieviti.
La lenta fermentazione del mosto successivamente prodotto avviene in botti di rovere di media tostatura della capacità di 500 litri, a temperatura controllata intorno ai 20 gradi centigradi per una permanenza totale di quattro mesi sulle fecce fini; quindi l’affinamento in bottiglia per ulteriori sei mesi completano il ciclo di trasformazione.
Il colore è di una intensa tonalità giallo paglierino tendente all’oro. All’olfattiva si alternano intensi profumi di fiori gialli e frutta esotica (banana ed ananas), accompagnate da folate di note agrumate. Alla gustativa dà la sensazione di assommare in sé quasi tutte le sensazioni che cerchiamo in un vino: è ampiamente fruttato, è un vino secco e la persistenza è assicurata dalla sua freschezza perentoria e dalla sua gradevole sapidità; risulta un po’ caldo al palato, ma la speziatura bilancia questo effetto. Questo vino, quando è giovane, mostra qualche lieve asperità in bocca assimilabile all’astringenza tipica del tannino; questa caratteristica scompare con qualche ulteriore mese di bottiglia.
Ho assaggiato, infatti l’annata 2010 ed ho potuto constatare non solo l’ammorbidimento dell’asperità incontrata nella precedente bottiglia, ma anche altre caratteristiche, soprattutto olfattive: la frutta esotica si arricchisce dei profumi della passiflora e di note tartufate. Sicuramente queste caratteristiche restringono le possibilità di abbinabilità; ma con piatti di una certa struttura e dall’aromaticità decisa diventa peculiare e particolarmente adatto.

Montefalco Rosso Riserva dell'azienda Antonelli San Marco di Montefalco (PG)Montefalco Rosso Riserva 2006 Le varietà di uve utilizzate per questo vino sono: Sangiovese 70%, Sagrantino 15% e Cabernet Sauvignon 15%. Nessun procedimento particolare per la vinificazione, mentre la maturazione e l’affinamento sono effettuati come segue: da sei mesi ad un anno in tonneaux di rovere, successivamente in botti di rovere da 25 hl per un ulteriore anno circa e, quindi, 12 mesi in bottiglia. Il colore è rosso rubino carico. Il quadro olfattivo è un po’ austero e poco esuberante: frutta rossa, mora e note di prugna sono a contendersi la supremazia con vaniglia e forti note speziate, chiodi di garofano in primis. Alla gustativa è molto fruttato, fresco ed il tannino risulta ancora un po’ in ritardo di maturazione, ma la fluidità di bevuta ( và giù ch’è una bellezza!) lo rende un vino piacevole.

Chiusa di Pannone dell'azienda Antonelli San Marco di Montefalco (PG)Chiusa di Pannone 2005 – Il vitigno è Sagrantino di Montefalco 100% per questo “cru”, etichetta di punta dell’azienda. Il vigneto di 45 anni è situato ad un’altezza di 400 metri sul livello del mare, è esposto a sud ed è frutto di una selezione massale dalla stessa vigna.
Col termine “chiusa” veniva indicato un terreno di particolare pregio e delimitato da muretti in pietra. Anche questo vino viene maturato prima in tonneau per 6-9 mesi e poi in botti da 25 ettolitri per 15 mesi. Dalle varie botti il vino viene assemblato in vasche di cemento, dove staziona per tre mesi; dopodiché viene imbottigliato ed affina per due anni.
Il colore è un rubino intenso tendente al granato. All’olfattiva si apprezzano intensi profumi di mora sotto spirito e marasca. Alla gustativa è molto fruttato, abbastanza fresco e piacevole; i tannini sono molto intensi e fini ed accompagnano un finale marascato con una leggera nota amarognola e speziata.

Contrario Rosso dell'azienda Antonelli San Marco di Montefalco (PG)Contrario Rosso 2009 – E’ un vino fatto con uve Sagrantino in purezza, ma, a differenza di quanto stabilisce il disciplinare, l’uva proviene da vigneti giovani e viene raccolta in leggero anticipo sulla maturazione effettiva.
La vinificazione segue un processo semplificato: macerazione breve e maturazione solo in acciaio per 12 mesi; segue un assemblaggio ed illimpidimento in vasca di cemento per 3 mesi ed ulteriore affinamento di 4 mesi in bottiglia. Per tale ragione è classificato “Umbria IGT”. Il vino è molto profumato, giovane, piacevole, fruttato, persistente ed ha una buona acidità.

Sagrantino di Montefalco Passito dell'azienda Antonelli San Marco di Montefalco (PG)Sagrantino di Montefalco Passito 2007 – E’ un vino del tutto simile al Sagrantino Montefalco in versione secca, ma con la differenza che è sicuramente più dolce e con un finale di frutta secca, rabarbaro e note mentolate e balsamiche.
Lo trovo particolarmente adatto in abbinamento con dolci al cioccolato (Sacher torte) e con formaggi di lunga stagionatura.

ANTONELLI SAN MARCO
Località San Marco, 60 – 06036 Montefalco (PG)
Tel. +39 0742/379158 Fax +39 0742/371063
Sito: www.antonellisanmarco.it
E-mail: info@antonellisanmarco.it

Antonio Di Spirito

Il vino ha sempre fatto parte della sua vita; dal 1974 vinifica le uve acquistate e nel 1981 ha impiantato una piccola vigna che coltiva tutt'oggi, sempre per il consumo familiare. Dal 2006 si è dedicato interamente al mondo del vino; dopo aver seguito tanti corsi, ha ricoperto il ruolo di docente alla Rome Wine Academy School, organizzando e guidando degustazioni, partecipando alla stesura di una Guida annuale ai Migliori Vini e curando la pubblicazione del New Wine Journal online. Dal 2011 è Free Lance Wine Journalist. Dal 2013 collabora con "Lavinium" e dal 2014 anche con "LucianoPignataro WineBlog". Dal 2014 è Giudice Internazionale al "Concours Mondiale de Bruxelles" e dal 2016 è Membro delle Commissioni di Valutazione del Concorso Enologico Internazionale "La Selezione del Sindaco". Nel 2015 ha partecipato alle selezioni ed alla scelta dei vini della guida Slow Wine 2016 per la Sardegna e nel 2016 ha fatto parte del panel di degustazione per le selezioni e la scelta dei vini della guida Guida "I vini d'Italia" de L'Espresso.

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