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A Stanjel il Terrano è “transfrontaliero”

Cartelli manifestazione a StanjelIl 28 maggio 2010 ho avuto il grande piacere di essere invitato ad una bella manifestazione che aveva come protagonista principale il Terrano. Questo scontroso ma affascinante vino è tipico del Carso. Stretto parente della famiglia dei refoschi, deve il suo nome alla terra rossa nella quale le viti affondano le proprie radici. Terra ricca di sostanze ferrose che accentua le particolari caratteristiche del vitigno e n’esalta la specificità e il legame con questo territorio. Il terrano è un vino che per chi vi si avvicina la prima volta può risultare un po’ ostico con il suo gusto aspramente deciso, ma poi, bicchiere dopo bicchiere, come per magia cadrà il muro di diffidenza aprendosi a sensazioni sempre più piacevoli e accattivanti, fino a farlo diventare un compagno di libagioni quasi insostituibile.
La manifestazione si è tenuta nel castello di Stanjel nel Carso Sloveno, e ha visto l’esibizione di ben 23 terrani, con 17 produttori della zona e 6 ospiti della parte carsica italiana. Stanjel (S. Daniele del Carso) è uno dei villaggi più antichi e suggestivi dell’altipiano carsico sloveno. Un borgo che grazie alla sua posizione strategica e geografica, ha rivestito grand’importanza fin dalla prima età del ferro. Oggi il castello è in fase di ristrutturazione. Porta infatti ancora i segni delle “ferite” subite durante la seconda guerra mondiale quando fu dato alle fiamme assieme a molte case e questo costrinse gli abitanti a trovare rifugio nei paesi vicini. La manifestazione è stata organizzata con entusiasmo e gran professionalità dal presidente del consorzio del Carso sloveno Miram Vodopivec e l’insostituibile collaborazione di Majda Brdnik.
La giornata si divideva in due momenti distinti. Nel primo, un ristretto numero d’addetti ai lavori e ospiti avrebbero avuto la fortuna di assaggiare tutti i 23 terrani in abbinamento con piatti preparati da un bravo chef locale e dal suo staff, mentre in seguito sarebbe iniziata la degustazione aperta al pubblico, dove i produttori nei loro banchetti d’assaggio avrebbero potuto deliziare le papille gustative degli “assetati visitatori”. Ebbene si! Io ho avuto la fortuna di trovarmi nel ristretto gruppo di privilegiati che ha potuto con calma assaggiare tutti i 23 terrani in abbinamento con le prelibatezze culinarie della zona.

Il produttore Skerlj apre i suoi viniGli invitati speciali del territorio carsico triestino erano Kante, Lupinc, Milic, Skerk, Skerlj e Zidarich e presentavano prodotti d’annate 2006/2007, mentre i vini dei produttori sloveni erano tutti etichettati 2009. Inutile dire che è stata un’esperienza emozionante. I vini serviti in successione trovavano la compagnia sulle tavole imbandite, di piatti deliziosi. Antipasto con prosciutto del Carso e marmellata di cachi. Primi con gnocchi, asparagi e pancetta imbevuta di terrano, e a seguire i tipici “bleki” con ripieno di galletto, ricotta e marmellata di pere. Secondi con triglie polentina e sughetto al terrano, filetto di coniglio con sugo di ciliegia e a finire agnello e strudel di spinaci. A dare il colpo di reni finale e giungere così ad un vero e proprio “orgasmo sensoriale”, ci ha pensato una successione di formaggi e miele.
Per quanto concerne la degustazione dei vini, devo confessarvi che non amo fare un uso estremo delle “sputacchiere”. Sarà perché non sono un degustatore professionista e non mi trovo a dover fare centinaia d’assaggi, ma preferisco centellinare i sorsi senza però espellere le bontà che arrivano dirette alle mie papille gustative. Questa “rateizzazione” delle quantità mi trovava lo stesso in difficoltà, in quanto era un gesto che andava contro la mia natura, ma dopo 23 terrani degustati in maniera integrale penso mi sarei trovato ben presto a contare le piastrelle del pavimento, quindi meglio venir meno al mio orgoglio e cedere un pochino alla ragione. Che dire dei vini. Beh le differenze di terreno fra le due zone carsiche ci sono e anche le metodologie produttive presentano delle diversità. I vini del Carso triestino erano del 2006/2007, vini che conoscevo già, deliziosi esemplari di un terrano che grazie al grosso lavoro fatto in vigna e in cantina, pur mantenendo le loro caratteristiche peculiari, si sono ammorbiditi e addomesticati, risultando probabilmente più vicini ai gusti dei consumatori.

Lo staff al completoI terrani sloveni invece erano tutti dell’ultima annata. Sinceramente mi aspettavo asprezze decise e virulente, come solo questo puledro di razza non addomesticato riesce a darti e che a molti possono risultare forse troppo estreme. Invece la sorpresa è stata grande. Colori rosso rubino intenso e bei riflessi violacei come mi aspettavo, profumi ricchi di frutti di bosco, un corpo piuttosto vigoroso e sapori prevalentemente acidi, ma con note di morbidezza generali che rendevano l’assaggio molto piacevole. L’annata 2009 è stata molto buona dal punto di vista meteorologico, e il sole che si è concesso in abbondanza ha regalato uve mature e sane che si sono trasformate in vini ottimi e smussati leggermente delle naturali ruvidezze.
La Slovenia, dall’anno della sua nascita, ha avuto uno sviluppo economico molto rapido, e anche nel settore vinicolo sono stati fatti passi molto importanti, con vini che puntano alla qualità, come il livello medio-alto dei terrani in degustazione può dimostrare. Non voglio fare classifiche, ma lasciando fuori concorso i vini “nostrani” per non rischiare di essere di parte, il Terrano che mi ha personalmente più colpito è stato quello del produttore Sirca di Dutovlje.

La sala di degustazioneCome accennato, dopo il pranzo è iniziata la parte della manifestazione aperta ad un pubblico in buona parte selezionato e qualificato. Alcuni interventi aperti dal presidente del consorzio del Carso sloveno Miriam Vodopivec, hanno dato il benvenuto ai visitatori, e ci sono stati anche momenti di intrattenimento con coristi e gruppi in costumi tipici. Ma come sempre in questi casi, i veri protagonisti sono stati i bravi produttori, che dai banchetti facevano assaggiare i loro prodotti e dispensavano notizie e consigli ai visitatori assetati di vino ma anche di “sapere”. Formaggi, prosciutti e qualche altra specialità hanno fatto da felice contorno al nettare “dionisiaco”. Fra la folla, non passava inosservata anche la piacevole presenza di “Miss Terranno 2009”, eletta dopo un’approfondita selezione, e che nell’anno appena passato aveva visto Neza Milic, figlia del produttore di Sgonico, primeggiare su tutte le altre contendenti.
Insomma alla fine di quest’impegnativa ma piacevolissima giornata, non posso che essere felice per aver avuto la possibilità di degustare tanti buoni prodotti. In Italia lo chiamiamo Terrano, in Slovenia Teran, ma quando sono la bontà e la qualità a farla da padrone, cadono tutti i confini linguistici e territoriali, a dimostrazione che il Carso, pur con le sue differenze fra una zona e l’altra, è una terra in grado sempre di regalare emozioni e rappresenta un “terroir” superlativo che permette a chi lavora bene di ottenere prodotti d’eccellenza.
Al termine della serata, mentre il sole sta lentamente andando a riposare, non mi resta altro che fare ritorno verso la mia terra natia. Non senza un piccolo momento di “leggero panico”. Mentre sto guidando la mia utilitaria, un poliziotto in servizio mi fa cenno di accostare. Avete presente quanti e quali pensieri possano passare nella testa di un’automobilista che dopo aver fatto un certo numero di degustazioni si trova oggetto di un controllo con possibili sviluppi “etilometrici”? Beh, inutile fasciarsi troppo la testa, 35 Padre Nostro e 38 Ave Marie e si scende dalla macchina simulando inutilmente una sobrietà assoluta. Se al momento di consegnare i documenti questi vi cascano a terra e al posto del triangolo nel bagagliaio, avete due bottiglie di Terrano, secondo voi quale può essere l’esito finale? MIRACOLO!. Il “Dio Terrano” contro ogni pronostico mi ha concesso la grazia e mi ha permesso di concludere felicemente una giornata che è stata veramente piacevole ed istruttiva. Come sì suol dire: “Tutto e bene quello che finisce bene”. Non mi resta altro che bermi un buon bicchiere di Terrano per festeggiare lo scampato pericolo.

PRODUTTORI PRESENTI A STANJEL

DURCIK- PETELIN (Dutovlje – SLOVENIA)
Bogdan in Ivo GRČA (Štanjel – SLOVENIA)
Boris LISJAK (Dutovlje – SLOVENIA)
Darjo PIPAN (Sežana – SLOVENIA)
PETELIN – ROGELJA (Dutovlje – SLOVENIA)
Marko PUPIS (Dutovlje – SLOVENIA)
RAVBAR – KOVAČIČ (Dutovlje – SLOVENIA)
Dušan in Roman REBULA (Komen – SLOVENIA)
ŠIRCA – KODRIČ (Dutovlje – SLOVENIA)
Turistična kmetija ŠKERLJ (Dutovlje – SLOVENIA)
David in Rajko ŠTOK (Dutovlje – SLOVENIA)
VINA ŠTOKA (Dutovlje – SLOVENIA)
VINAKRAS z.o.o. SEŽANA (Sežana – SLOVENIA)
Rikardo VRABEC (Dutovlje – SLOVENIA)
VINARSTVO OREL (Sežana – SLOVENIA)
Boris ŠKERLJ (Dutovlje – SLOVENIA)
Milena in Bogdan TAVČAR (Sežana – SLOVENIA)
Edi KANTE (Prepotto – ITALIA)
Matej LUPINC (Prepotto – ITALIA)
Andrej MILIČ (Sagrado/Sgonico – ITALIA)
Sandi ŠKERK (Prepotto – ITALIA)
Matej ŠKERLJ (Sales – ITALIA)
Benjamin ZIDARICH (Prepotto – ITALIA)

Stefano Cergolj

Perito informatico ai tempi in cui Windows doveva essere ancora inventato e arcigno difensore a uomo, stile Claudio Gentile a Spagna 1982, deve abbandonare i suoi sogni di gloria sportiva a causa di Arrigo Sacchi e l’introduzione del gioco a zona a lui poco affine. Per smaltire la delusione si rifugia in un eremo fra i vigneti del Collio ed è lì che gli appare in visione Dionisio che lo indirizza sulla strada segnata da Bacco. Sommelier e degustatore è affascinato soprattutto dalle belle storie che si nascondono dietro ai tanti bravi produttori della sua regione, il Friuli Venezia Giulia, e nel 2009 entra a far parte della squadra di Lavinium. Ama follemente il mondo del vino che reputa un qualcosa di molto serio da vivere però sempre con un pizzico di leggerezza ed ironia. Il suo sogno nel cassetto è quello di degustare tutti i vini del mondo e, visto che il tempo a disposizione è sempre poco, sta pensando di convertirsi al buddismo e garantirsi così la reincarnazione, nella speranza che la sua anima non si trasferisca nel corpo di un astemio.

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