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Garantito IGP: Aglianico Giovedì 2018 Vigneti Tardis

Aglianico Giovedì 2018 Vigneti Tardis

Ho conosciuto Bruno De Conciliis agli inizi del 2000, quando ancora era legato a “Viticoltori De Conciliis”, azienda fondata con i fratelli Paola e Luigi negli anni ’90; già allora si percepiva la sua voglia di sperimentarsi, di approfondire il territorio cilentano, di intraprendere nuove avventure. Così, nel 2018, ha lasciato l’azienda di famiglia e si è dedicato a nuovi progetti come “Tempa di Zoè” con Vincenzo D’Orta, Feudi di San Gregorio e Francesco Domini e “Vigneti Tardis” a fianco di Jack Lewens, sommelier e ristoratore presso il Leroy nel quartiere londinese di Shoreditch.
Un progetto realizzato senza acquistare vigneti, ma prendendo in affitto quelli ritenuti più interessanti, affacciati sul mare, poco più di 6 ettari totali distribuiti tra Acciaroli (3), Agnone (1,8) e Casalvelino (1,5), allevati a Fiano, Aglianico e Primitivo.
L’indirizzo è sia biologico che biodinamico (esperienza maturata in anni di collaborazione con Saverio Petrilli di Tenuta di Valgiano), sia in vigna che in cantina, dove tutti i vini sono ottenuti da fermentazioni spontanee, macerazioni mai spinte, pochissima solforosa aggiunta in fase di imbottigliamento. Dovevano essere vini “facili”, di pronta beva, ma la terra ha raccontato altro e quei vigneti hanno espresso una qualità ben superiore alle attese, rivelando caratteri più determinati, un’intensità espressiva che lascia un inequivocabile timbro delle potenzialità del territorio cilentano. Così le macerazioni si sono allungate, perché valeva la pena farlo, anche il legno si è dimostrato un degno compagno di una materia così complessa e articolata.

Aglianico Giovedì 2018 Vigneti Tardis

Ogni vino realizzato ha preso il nome – in sequenza produttiva – di un giorno della settimana, non potevo quindi che scegliere l’Aglianico 2018 che, guarda caso, si chiama “Giovedì”, perfetto per la nostra rubrica: proviene dalle vigne di Acciaroli, quelle più vicine al mare (circa 50 metri), effettua quaranta giorni di macerazione e un affinamento in barrique, la solforosa totale è di 25 mg/l, 14% vol.
Rubino profondo, note di prugna, marasca, granito sbriciolato, pellame conciato, ferro; al palato è intenso, articolato, austero, con un tannino importante ma dall’aggressività contenuta, traccia salina evidente, buona vena acida che gli dona spinta e dinamica evitando appesantimenti. Un vino che sembra rappresentare un passo intermedio tra classicità e uno stile più moderno, destinato sicuramente a un lungo invecchiamento.

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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