Èthos, il primo vino da varietà resistenti dell’azienda friulana Forchir

Di varietà resistenti alle malattie della vite si parla in Italia tra addetti ai lavori con sempre maggiore interesse, ma è ancora un argomento che raggiunge difficilmente il consumatore finale, sia con l’informazione, sia per il non facile reperimento sul mercato dei pochi vini fino ad oggi prodotti.
In Friuli la ricerca sui vitigni resistenti è partita già nel 1998 all’Università di Udine e ha trovato l’importante sostegno dei Vivai Cooperativi Rauscedo (VCR), impegnati da tempo nel fornire risposte alle esigenze di una sempre maggiore sostenibilità della filiera vitivinicola.
Questa collaborazione ha dato i suoi frutti e un progetto di ricerca, iniziato nel 2003, ha portato all’iscrizione nel 2015, di ben 10 varietà resistenti nel registro nazionale (delle quali VCR ha licenza esclusiva). Sono cinque varietà a bacca bianca: Fleurtai, Soreli, Sauvignon Kretos, Sauvignon Nepis, Sauignon Rytos e: cinque varetà a bacca rossa: Cabernet Eidos, Cabernet Volos, Merlot Khorus, Merlot Kanthus, Julius. Tali varietà sono per il momento utilizzabili in Friuli e in Veneto.
Il 15 febbraio scorso, nella nuova sede dell’Azienda Forchir di Camino al Tagliamento (Udine), in occasione della presentazione del primo vino da varietà resistenti prodotto dall’azienda, Gabriele di Gaspero, ricercatore presso l’Istituto di Genomica Applicata dell’Università di Udine ed Eugenio Sartori, direttore di Vivai Cooperativi Rauscedo, hanno descritto il quadro scientifico e legislativo in materia.
Se il dibattito sulle varietà resistenti (dette anche varietà Piwi , acronimo dal tedesco PilzWiderstandfähig, “resistenti ai funghi”) è molto recente in Italia, la ricerca ha almeno un paio di secoli di vita e si basa sulla tecnica della selezione e dell’incrocio convenzionale tra varietà di Vitis Vinifera europea e varietà americane resistenti alle malattie fungine come peronospora e oidio.
Di fatto, le varietà prodotte da VCR non sono ibridi, contenendo oltre il 90% di geni di Vitis Vinifera, ma la legislazione italiana ha per il momento una posizione restrittiva in merito al loro utilizzo: sono, infatti, iscritte al registro nazionale delle varietà come “uve non utilizzabili per i vini a denominazione di origine”, come invece avviene in altri paesi europei come ad esempio Austria e Germania.
L’invito di Gianfranco e Giulia Bianchni dell’Azienda Forchir di Camino al Tagliamento (Udine), alla presentazione del loro primo vino realizzato con alcune di queste varietà, ha dato modo di riflettere sulle potenzialità di questa “nuova viticoltura” che diminuisce drasticamente i trattamenti fitosanitari, tutelando al massimo la salubrità del prodotto finale e del consumatore. Indubbiamente questi sono i vantaggi principali, assieme all’abbattimento rilevante dei costi di produzione, ottenuto grazie al risparmio sui trattamenti in vigna.
D’altra parte la ricerca, che deve continuare cercando di perfezionare e allargare le possibilità di resistenza con nuovi incroci, ha costi alti; un progetto su una singola varietà richiede un investimento di almeno 500.000 euro.
“La scelta di piantare alcune varietà resistenti – ha detto Gianfranco Bianchini – per noi s’inserisce in una visione eticamente più ampia”. Infatti, nel giugno scorso, è stata inaugurata la nuova sede aziendale che è interamente Carbon Free e autonoma dal punto di vista energetico, con impianti da fotovoltaico e geotermia.
In quest’ottica, anche nella linea di produzione sono state inserite moderne tecnologie che permettono, ad esempio, di imbottigliare il vino senza solfiti aggiunti.
Scelte importanti per un’azienda che rappresenta una realtà notevole nell’area del Friuli Grave (240 ettari circa di vigneti per una produzione che arriva a 2 milioni di bottiglie).

Èthos Venezia Giulia Igt bianco è prodotto con un blend delle cinque varietà a bacca bianca: Soreli e Fleurtai (da tocai friulano), Kretos, Nepis e Rytos (da sauvignon bianc).
Di colore giallo paglierino molto chiaro con riflessi verdi, è intenso e delicatamente aromatico al naso: fiori bianchi e pera ricordano in entrata il tocai, per poi lasciare il posto a note più erbacee e delicatamente speziate, avvicinabili ai descrittori del sauvignon. Nel complesso è un vino armonico e fine, che si fa apprezzare per la delicata sapidità nel finale e per un grado alcolico non troppo elevato. Anche il prezzo, sotto ai dieci euro franco cantina, è sicuramente un punto a favore nei confronti del consumatore. Ne sono state messe sul mercato circa 14.000 bottiglie, ma il numero è destinato a crescere. Questo“primo vino per il futuro”, come l’ha definito Gianfranco Bianchini, sarà seguìto a breve da un secondo, prodotto con le varietà resistenti a bacca rossa.
Maria Grazia Melegari
Forchir Viticoltori in Friuli
Località Casali Bianchini, 1
33030 Camino a Tagliamento (Ud)
www.forchir.it


