Primitivo di Manduria e non solo, viaggio nei rossi di Commenda Magistrale

Si dice bene che il destino di una persona è nella terra.
Nel caso di Vincenzo Bruno è la Terra, o meglio, il prodotto che dalla terra del Salento prende sostegno: la vigna! Una terra antica e gloriosa, terra di Cavalieri Templari prima e di Cavalieri di Malta che dal mar Ionio s’incunea nell’entroterra poco conosciuto, ma più amato, compreso tra Taranto e Maruggio, attraverso abbaglianti dune assolate, ginepri marini e arbusti odorosi di timo.
Man mano che ci si addentra, il paesaggio assume caratteri sempre più brulli, il terreno diventa rosso misto con rocce tufacea e/o calcare e si moltiplicano le fila degli olivi secolari.
Siamo a Maruggio (TA), in Manduria (Mandyrion), l’antica capitale dei Messapi, popolazione discendente, secondo Erodoto, dei cretesi. E siamo soprattutto nel regno del vino Primitivo, dalla maturazione precoce del vitigno, tipico di questa zona da cui prende il nome.
Qui l’azienda agricola Commenda Magistrale, fondata nella seconda metà del 1800, insieme all’azienda biologica Tenute Bruno, estende le sue coltivazioni olivicole e viticole sulla costa jonica salentina, nella penisola tarantina, su terreni coltivati in un’area di oltre 60 ettari, nel rispetto dei più sani metodi dell’agricoltura biologica.
Grazie alle basse rese ed alle accurate vinificazioni, si sono ottenuti, oltre ad olio biologico, vini rossi intensi e potenti, dotati di complessità aromatica con frutti neri, confettura di mirtilli, amarena sotto spirito e buona speziatura, con tannini setosi, sorso pieno, aromi intensi e persistenti, ma di grande eleganza e finezza.
Non è certo un caso se sempre più buyers nazionali e internazionali sono attratti dalla qualità ed eleganza del Primitivo di Manduria, che è stato eletto il vino “Principe” del 2017!
Corposo ed armonico, il Primitivo di Manduria rappresenta una delle eccellenze della produzione vitivinicola pugliese e, pur nella varietà territoriale e nella diversità di interpretazione aziendale, riesce a presentare un profilo olfattivo e gustativo facilmente identificabile, riuscendo ad esprimere un’unica denominazione: alla vista un rosso-violaceo tendente all’arancione con l’invecchiamento; l’aroma è leggero e caratteristico, il sapore asciutto, pieno, armonico, tendente al vellutato con l’invecchiamento.
Sei le etichette prodotte dall’azienda, frutto del lavoro attento dell’enologo Cosimo Spina: Avolo Rosè, di negroamaro, malvasia nera e primitivo, secco, fresco, brioso, molto armonioso; Primitivo del Salento Racemus, primitivo 100%, morbido ed avvolgente; Primitivo di Manduria Palù, rosso rubino, profondo e compatto, dal profumo inconfondibile di confettura di mirtilli, tamarindo, note balsamiche, gusto pieno e rotondo, è elegante e dalla lunga persistenza aromatica; Primitivo di Manduria Supremo Riserva, affinato 12 mesi in barrique, biologico, intenso, potente, profondo, vellutato, dalla lunga persistenza. ll Primitivo di Manduria Dolce naturale ha colore simile, ma sapore dolce, caldo pieno e armonico; proprietà che si riscontrano anche nel Primitivo di Manduria Liquoroso dolce, dove però la nota alcolica diventa evidente. Infatti Diciotto è l’etichetta di Primitivo di Manduria Dolce Naturale, delicato con essenza di amarena, mirtilli e frutti di sotto bosco è elegante, dolce, armonico, giusto abbinamento con crostate, pasta di mandorla, fichi secchi, amaretti, formaggi freschi con spezie e miele.
Vino importante, dalla complessa struttura e dalla potente gradazione alcolica, spesso vicino ai 16 gradi, oggi il Primitivo rinasce a nuova vita, complice anche l’evoluzione gastronomica che elabora piatti e abbinamenti dove l’astringente del tannino è perfetto per bilanciare la salivazione da cibi di elevata sapidità.
Non a caso, infatti, il discrimen territoriale del mercato è determinato anche dalla capacità del Primitivo di assecondare gli abbinamenti gastronomici, come certi piatti della cucina mediterranea, succulenti e “grassi” e anche, da ultimo, della cucina mediorientale, molto speziata, per cui è tra i vini italiani preferiti in Asia perché dialoga a meraviglia con i piatti orientali, caratterizzati dai sapori decisi: il piccante inibisce le papille gustative e il palato, rendendo necessario l’abbinamento con un vino caldo, intenso, morbido e glicerico.

Ottimo alleato per gustare al meglio i dolci di pasticceria secca, magari arricchiti da mandorle, nocciole, noci e pistacchi. Scelta più azzardata, che gioca con la contrapposizione di sapori, è l’abbinamento con i formaggi erborinati, grazie al perfetto equilibrio che si ottiene tra note sapide, piccanti acide e dolci. Raggiunge il clou con il cioccolato fondente, in particolare con quello ad alte percentuali di cacao: la variegata struttura di aromi del cacao ed il complesso equilibrio tra le componenti acide, amare e dolci, unite alla persistenza gustativa, realizza una sintesi di pulizia e di eleganza tra aromi e gusto, difficile da dimenticare.
Tanti abbinamenti per tante sfumature diverse del Primitivo, dunque, che il sommelier dell’azienda, Pietro Carmelo Mitrangolo, riesce, ad ogni visita di degustazione, a “raccontare” al pubblico di esperti ed appassionati, attraverso veri e propri viaggi olfattivi e sensoriali compresi nello straordinario terroir tra Taranto e Brindisi.
Commenda Magistrale
Vicinale Correggia, Maruggio, TA 74020
commenda.magistrale@gmail.com
Telefono: 099 9701049


