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Vini naturali d’Italia – Manuale del bere sano

Vini Naturali d'Italia - Manuale del bere sanoEra davvero necessario un manuale che aiutasse a capire, a trovare il giusto approccio e gli strumenti necessari per accostarsi senza preconcetti ai vini cosiddetti “naturali”. Quante difficoltà anche nel definire e, soprattutto, far comprendere il senso di una distinzione necessaria e il più possibile inequivocabile dalla vitivinicoltura industriale. Inutile tornare ancora sulle vicissitudini che hanno dato vita a frammentazioni di gruppi di produttori, confluiti in differenti associazioni, sappiamo bene quanto gli uomini fatichino a trovare una linea comune, degli obiettivi e dei metodi per raggiungerli condivisi, in ogni campo. Non c’è, quindi, da stupirsi se i problemi si sono presentati anche in tale contesto, dove una maggiore compattezza, uno sforzo collettivo avrebbero al contrario giovato alla buona causa di questa filosofia esistenziale. Si, perché alla fine di questo si tratta. Chi sceglie di operare verso il naturale, almeno nelle intenzioni, dovrebbe perseguire lo stesso obiettivo nel proprio stile di vita, rispettoso quindi della natura e in contrasto con tutto ciò che la umilia, la deturpa, la deteriora, la inquina. Poi, ovviamente, pochi riescono ad arrivare ad una svolta così profonda e completa, gli ostacoli alla sua realizzazione sono tantissimi, fuori come dentro di noi.
E’ opportuno, quindi, piuttosto che imporre una rivoluzione – che come la storia ci insegna coglie sempre tutti impreparati, spaventati, allarmati di fronte a qualcosa che non si conosce, con la conseguenza drammatica di pericolose ricadute verso periodi bui – agire in modo progressivo, lasciare che il tempo permetta di assimilare il cambiamento senza che questo sia così traumatico da spingere alla sua negazione. E la chiarezza è fondamentale, sempre, altrimenti l’incomprensione e, spesso, il rifiuto di chi ci osserva, finiscono per vanificare i nostri sforzi e i nostri obiettivi, che hanno certamente un indirizzo sociale, non privato. Se io tratto con rispetto la terra, la vigna, l’uva e l’ecosistema in cui lavoro, faccio qualcosa che giova non solo a me, ma all’intera collettività. E intorno al mondo del vino naturale ci sono termini e metodi che portano ancora oggi confusione e diffidenza in chi non ha esperienza né conoscenza della materia. E’ già difficile chiarire il significato e i confini entro i quali un vino si può definire “biologico” (la nostra legislazione stabilisce giustamente che la dicitura corretta è “vino da uve prodotte da agricoltura biologica”, mentre la nuova normativa europea, notoriamente a maglia più larga, intende consentire il termine “vino biologico”), figuriamoci se parliamo di vino ottenuto da “agricoltura biodinamica”, che per la sua filosofia e applicazione, certamente lontana dai metodi tradizionali, diffusi e consolidati, trova molti ostacoli alla sua comprensione, tanto che molti ritengono questa pratica “favolesca” o ironicamente “stregoneria”.
Ecco perché era fondamentale che qualcuno si assumesse l’onere di fornire un contributo che facesse finalmente luce su un mondo ai più ancora nebuloso (anche se non si può misconoscere l’impegno e gli sforzi che si è assunto Sandro Sangiorgi, che da anni ha abbracciato la causa del vino naturale, tanto da avere orientato la sua rivista Porthos in questa direzione). Ci ha pensato Giovanni Bietti, pianista e compositore classico, musicologo e consulente artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma, attivo collaboratore alla Rai (qualcuno lo ricorderà senz’altro al fianco di Corrado Augias nella trasmissione “Le Storie – Diario italiano”) e al canale Alice, ma da molti anni introdotto nel mondo della vitivinicoltura, con esperienze di collaborazione con la rivista Porthos e come degustatore per la guida “I Vini d’Italia” de L’espresso.

Tutto ha avuto inizio da una insistente richiesta di Alessandro Bulzoni, proprietario di una delle enoteche più importanti di Roma, il quale rimarcava giustamente la totale assenza di una guida specifica sui vini naturali italiani, che potesse fare chiarezza e dare supporto ai sempre più numerosi appassionati di questa tipologia di vini. Giovanni, che non è certo tipo che si tira indietro, si è subito attivato e ha trovato in Luca Burei, editore con Dario Bonomini di Edizioni Estemporanee, un convinto sostenitore, anche perché la casa editrice aveva da poco inaugurato la collana “La terra e la passione“, con una guida dal titolo “Le migliori 99 Maison di champagne“.
Nasce così “Vini naturali d’Italia”, primo di quattro volumi, dedicato all’Italia centrale, un manuale più che una guida, nato con l’intento non di esaltare a priori qualsiasi manifestazione di naturalità del vino – l’autore infatti precisa di non essere un fanatico del biologico o del biodinamico tout court – bensì di offrire ai lettori una risposta alle numerose questioni che un mondo in parte ancora controverso pone inevitabilmente. Naturale non è sinonimo di “buono” ma nella maggior parte dei casi è sicuramente sinonimo di “più sano”, Bietti ci tiene a precisare che ci possono essere vini naturali straordinari ma anche poco interessanti o addirittura difficili da bere. Quindi non è la classica guida ai migliori vini in commercio, bensì un viaggio all’interno di questo mondo particolare, oggi più che mai d’attualità, attraverso lo stile di vita, la passione, l’artigianalità e la quotidianità che caratterizzano il lavoro dei produttori; storie di luoghi e di persone, operando la scelta radicale di selezionare e dedicare ampio spazio ad un’azienda che rappresenti al meglio, per storia, caratteristiche e peculiarità, ogni singolo territorio, e di descrivere gli altri produttori della stessa zona in modo più snello.
Le prime quaranta pagine sono fondamentali, poiché affrontano in modo ampio e con parole di facile comprensione anche per chi è completamente a digiuno della materia, tutte le tematiche che ruotano intorno al tema del vino naturale: le sue diverse interpretazioni, regole e filosofie, l’artigianalità, la salute del suolo e del vigneto, la digeribilità del vino, il confronto fra i metodi di cantina tradizionali e quelli di chi opera secondo il metodo biologico e biodinamico o comunque orientato alla naturalità; l’annosa e sempre più dibattuta questione della solforosa e della sua possibile eliminazione; i problemi del mondo del vino legati al consumo e agli orientamenti del mercato, la legislazione, l’ambiente e i mutamenti climatici.
La parte centrale del volume è dedicata a vini, aziende e territori, con un’utile appendice in cui viene proposta una selezione di 50 etichette, divise per tipologia, che rappresentano al meglio i vini naturali del centro Italia, con la segnalazione di quei prodotti il cui prezzo in enoteca non dovrebbe superare i 15 euro. Segue una serie di indirizzi di enoteche e ristoranti, sempre suddivisi per regione, che mostrano particolare attenzione per i vini naturali. Infine, come ulteriore tassello per fornire un quadro il più possibile completo sull’argomento, vi è un capitolo dedicato alle associazioni dei viticoltori naturali, Vini Veri, VinNatur e Renaissance, le loro filosofie, i loro principi e metodi. All’interno della sezione ho trovato molto utile lo schema che mette a confronto i problemi creati in vigna e sui vini dalle metodologie industriali con il manifesto e la regola che hanno fatto propri le due associazioni Vini Veri e Renaissance, che oggi si presentano riunite all’evento annuale “Vino Vino Vino“.
Un manuale a mio avviso indispensabile e perfettamente riuscito, in un linguaggio scorrevole e chiaro, davvero utile per tutti, appassionati, giornalisti, enotecari, ristoratori, curiosi e per quei produttori che osservano con diffidenza e scetticismo un fenomeno che non può più essere trascurato, ma rappresenta l’unica possibile risposta ad un mondo che non ha ancora preso pienamente coscienza dei sempre più evidenti danni apportati all’ambiente e agli uomini da un’agricoltura insana e fortemente condizionata dall’industria chimica. Divertente e più che mai chiarificatore di un modo di “sentire”, la breve nota dell’autore in ultima pagina: “La stesura di questo libro è stata accompagnata dall’ascolto delle Sinfonie “Parigine” e “Londinesi” di F.J. Haydn”.

Vini naturali d’Italia Vol. 1 – Italia centrale
a cura di Giovanni Bietti
Edizioni Estemporanee – Azulee S.r.l. – Via Antonio Silvani, 113 – 00139 ROMA
Tel. +39 06 8100249
Fax +39 06 88384595
Sito: www.edizioniestemporanee.it
E-mail: info@edest.it

144 pagine
Prezzo: euro 12,50

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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