Guida completa ai vini della Campania di Luciano Pignataro: niente pubblicità e tanta passione
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Luciano ce lo dice chiaramente nella sua prefazione: “Il vino mi piace sempre, nonostante l’appiattimento papilloso del gusto e di gran parte delle etichette, perché ha il fascino della irregolarità, della irripetibilità, dell’incognita legata ad una pioggia, ad una giornata di sole in più, a uno sbaglio o a un’intuizione in cantina”. E’ questo il punto centrale, la ragione per cui il vino si distingue da qualsiasi altra bevanda ed è da sempre stimolo per poeti, scrittori, pittori. Ma l’autore sottolinea anche i grossi nei che emergono da un’analisi attenta del mondo del vino, come il sempre più basso livello qualitativo della comunicazione, la confusione di ruolo fra la figura del giornalista e del pubblicitario. I forti condizionamenti e le scelte di parte, le furberie, fino ad arrivare agli illeciti penali. Per Pignataro, e non posso che essere d’accordo, ci deve essere una netta separazione dei ruoli: chi comunica il vino in qualità di giornalista, e quindi di critico, non può allo stesso tempo avere come sponsor il produttore di quello stesso vino. Qual’è il risultato di fronte al consumatore? Scarsa credibilità e affidabilità nel giudizio. Oggi chi acquista un vino ha più conoscenza e riferimenti, ma può essere ancora fuorviato da sistemi e metodi poco corretti, per cui ben venga una guida che ha l’intento di dare un quadro esaustivo della realtà vitivinicola campana senza scadere nel propagandismo o nella pubblicità indiretta di questo o quel prodotto. Le circa 600 pagine sono prive di immagini, per alcuni questo potrebbe apparire un limite, a mio avviso è invece un ottimo sistema per concentrare l’attenzione sui contenuti. La guida raggruppa le aziende in base alla provincia di appartenenza, questo consente al lettore di avere un quadro più ampio e preciso della realtà vinicola campana. Infatti, di ciascuna provincia viene descritta la storia, la cultura, le tradizioni, ma anche i pregi e difetti che la caratterizzano nell’ambito della promozione del territorio e dei suoi prodotti; molto utili anche i dati produttivi di ciascuna doc, come gli ettari vitati e gli ettolitri di vino prodotti e confrontati con i dati del 2001. Nelle schede aziendali, oltre alla storia e ai dati tecnici, viene proposto il percorso stradale per poterle raggiungere, mentre per ciascun vino sono specificati l’uvaggio, la fascia di prezzo, la tecnica di vinificazione e le note di degustazione. “Le bottiglie dell’Arca” è, invece, una sezione dedicata a quei vini per i quali Luciano ha provato una particolare emozione o che rappresentano molto bene il territorio e le tradizioni aziendali: 142 bottiglie da conservare o assolutamente da conoscere. Ma non è finita qui, in appendice potete trovare i riferimenti di numerosi ristoranti, enoteche e wine bar, sempre suddivisi per provincia. L’unico appunto che posso fare a questa splendida guida è la mancanza di un semplice indirizzo alfabetico per azienda e per vino, utile soprattutto per coloro che hanno meno conoscenze e potrebbero trovare qualche difficoltà nella ricerca. Buona lettura! Guida Completa ai vini della Campania di Luciano Pignataro |



