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Dopo una prima introduzione generale su quello che è il mondo del Porto, entriamo nel vivo di quelli che sono i gioielli prodotti nelle due categorie madri, ossia l’invecchiato in botte, e l’invecchiato in bottiglia. Partendo da quest’ultima categoria, voglio parlare in primis del Porto Vintage, questo è considerato da molti appassionati il re del Porto, ed è tra tutti quello che ha la fama del più longevo, anzi, a dirla correttamente i Porto Vintage sarebbero quasi tutti da bere dopo un assai lungo periodo di riposo, e dopo attenta decantazione. La produzione del Vintage è decisa dalle case produttrici in annate di grande qualità, dopo circa due anni di botte viene imbottigliato, mantenendo il caratteristico colore rosso scuro ed opaco, per poi andare a riposare nelle cantine dei più fortunati che conserveranno una bottiglia sufficientemente a lungo per poterla apprezzare appieno. La longevità di questi vini è conosciuta ovunque nel mondo, spesso annate centenarie in perfette condizioni, sono vendute da Sotheby’s ed altre case d’asta. I Porto Vintage sono molto complessi mantengono intensi sentori di frutta, dalla ciliegia alla prugna, ma anche spezie, cioccolato, liquirizia dolce, giusto per menzionarne alcuni. Ma lo stile e la tipologia di Porto Vintage è un po’ come l’anima che differenzia le migliori case produttrici: alcuni sono più corposi ed intensi, altri hanno sentori più esotici, altri ancora si distinguono per la loro finezza.
Sullo scaffale delle enoteche più raffinate si trovano anche Single Quinta Porto Vintage, la Quinta è un vigneto, un area ben definita di altissima qualità. Mentre i Porto Vintage sono dichiarati solo in annate straordinarie ma provengono da aree non definite, le Single Quinta possono essere prodotte anche in annate non straordinarie ma sono provenienti da zone di grandissima qualità, spesso sono simili come concetto alle seconde etichette dei grandi Châteaux del Bordeaux, anche se in alcuni casi, per alcune quinta, la qualità del territorio combinato ad annate fantastiche le rende prodotti eccellenti. Sempre nella stessa categoria (invecchiamento in bottiglia) troviamo due altre varietà di Porto: il Late Bottled Vintage ovvero LBV, ed il Porto Crusted. Entrambe queste tipologie possono essere considerate pronte al consumo più velocemente, e quindi possono soddisfare appassionati che vogliono assaggiare una particolare annata senza dover attendere svariati anni. Il LBV, viene fatto durante le annate in cui si dichiara un Porto Vintage, la sua storia ha quelle similitudini che si ritrovano in alcuni altri vini fantastici come il Ripasso, o come in alcuni prodotti gastronomici nati un po’ per caso, o da inventive commerciali, infatti LBV venne creato in seguito ad una scarsa domanda di Porto Vintage, che fece decidere ad alcuni produttori di conservarlo oltre i due anni necessari a poi metterlo in bottiglia, per poi imbottigliarlo successivamente. Ci sono svariati stili per questo prodotto, alcuni produttori mantengono il LBV non filtrato, altri invece preferiscono filtrarlo, ma indubbiamente si tratta di un Porto di grande qualità che può regalare delle grandi emozioni, non è generalmente richiesta un’accurata decantazione come nel caso dei Porto Vintage. Discorso simile per il Porto Crusted, che non proviene da una singola annata bensì da una selezione delle migliori, deve essere conservato in bottiglia per almeno tre anni, e come nel caso del Porto Vintage richiede sempre una decantazione.
Passando ora alla seconda categoria di Porto, ossia quella invecchiata in botte, anche chiamata tawny, che si presenta con un colore ambrato e con dei sentori più vicini alla frutta secca, tabacco, sentori d’affumicato, alle spezie. I Porto di questa categoria diventano molto interessanti nella classificazione 10, 20, 30 e 40 anni. Spesso gli intenditori di tawny prediligono le versioni intermedie di 20 e 30 anni, che hanno un buon bilanciamento e complessità di sapori. Uno dei Porto più ambiti tra quelli invecchiati in botte è il Colheita, si tratta di un tawny proveniente da una specifica annata ed invecchiato in botte a discrezione delle varie case vinicole, generalmente per un periodo superiore ai dieci anni. Nella stessa categoria, anche se è quasi da considerarsi un outsider, vi è il Garrafeira, una rarità prodotto da pochi produttori, questo Porto fa un passaggio prima in legno tra i tre ed i sei anni, ed in seguito in damigiane di vetro per un periodo anche superiore, è considerato un Porto da intenditori evoluti, per la complessità dei sentori nonché per il prezzo.
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