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InvecchiatIGP: Chianti Classico Riserva Ducale Oro 1982 Ruffino

Platea evento Ruffino

Nel mondo del vino non ci sono tanti punti di riferimento ma, se parliamo di storicità, non possiamo non citare Ruffino, azienda vitivinicola fondata nel 1877 a Pontassieve, vicino Firenze, che da oltre cento anni è sinonimo di grandi vini di Toscana come, ad esempio, il Brunello di Montalcino Greppone Mazzi, il pluripremiato Modus e, soprattutto, il Chianti Classico Riserva Ducale e Riserva Ducale Oro, vero e proprio “cult wine” che ha consolidato l’immagine chiantigiana in tutto il mondo.

Sandro Santor
Sandro Santor

Qualche tempo fa a Roma, per salutare il debutto ufficiale della nuova etichetta del Chianti Classico Riserva Ducale Oro Gran Selezione, l’azienda, con la presenza di Sandro Sartor, presidente e amministratore delegato di Ruffino, si è tenuta una storica verticale di Riserva Ducale Oro, attraverso 5 decadi, dagli anni ’70 ai giorni nostri. Un’etichetta, come già scritto, che nel corso degli anni è diventata uno dei simboli di Ruffino. Se la creazione del Chianti Stravecchio, all’inizio dello scorso secolo, consentì all’azienda fondata dai cugini Ilario e Leopoldo Ruffino di diventare fornitore ufficiale della Casa Reale Savoia, la nascita della Riserva Ducale nel 1927, e successivamente quella della sua evoluzione “Oro” nel 1947, hanno consentito all’azienda di Pontassieve di poter custodire e tramandare sino ad oggi un pezzo importante della storia della viticoltura e dell’enologia toscana e italiana.

Verticale Riserva Ducale Oro

La degustazione, che ha visto protagoniste sette annate di Chianti Classico Riserva Ducale Oro – 1977, 1982, 1988, 1996, 2005, 2015 e 2018 – è stata condotta da Daniele Cernilli, affiancato da Gabriele Tacconi, enologo di Ruffino.
Per la rubrica InvecchiatIGP ho scelto di parlare dell’annata 1982, un millesimo che per la sua integrità gusto-olfattiva mi ha lasciato davvero di stucco.

Calici verticale Ruffino

Questo Chianti Classico Riserva Ducale Oro (75% sangiovese, 10% canaiolo, 10% malvasia e 5% colorino) è stato vinificato in tini di cemento vetrificati per circa 2 settimane a cui è seguita una macerazione post-fermentativa sulle bucce per altri 7 giorni. Al termine della malolattica, il vino ha trascorso un primo periodo di affinamento di almeno 12 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia da 80hl, a cui ha fatto seguito un ulteriore affinamento in tini di cemento vetrificati. Figlio di un’annata abbastanza mite, il vino, come scritto, spiazza il degustatore per la sua giovinezza sensoriale che, affatto, fa trapelare che sono passati ormai oltre 40 anni dalla vendemmia.

Chianti Classico Riserva Ducale Oro 1982 Ruffino

Naso ancora impressionante per complessità ed eleganza. Si susseguono percezioni di the nero, timo, frutta rossa succosa, prugna, legno di sandalo fino ad arrivare a note di incenso e tamarindo. Al sorso il vino ha ancora energia, vigore, avvolgenza e, grazie ad una spiccata acidità fornita anche dalla presenza di malvasia bianca, ha ancora una schiena dritta e una persistenza che dall’agrume rosso vira verso percezioni speziate e di erbe aromatiche.

colore Chianti Classico Riserva Ducale Oro 1982 Ruffino

La chiusura dell’articolo la lascio alle parole di Sartor che, al termine della splendida verticale, ha così commentato: “Stasera abbiamo avuto la fortuna di poter apprezzare, a distanza di molti anni dalla loro nascita, vini che sono stati realizzati dal lavoro di persone che erano in azienda prima di noi. Mi piace pensare che a distanza di oltre 40 anni si possa ancora parlare di questi vini perché qualcuno è stato in grado di custodire i terreni e l’ambiente nei quali vengono prodotti”.

Andrea Petrini

Andrea Petrini

Nato nel 1974 a Roma in una annata che si ricorderà pessima per la produzione del vino mondiale. Sarà proprio per ribaltare questo infame inizio che lo condannava apparentemente alle bevande analcoliche che nel 2008 si è diplomato sommelier AIS e nello stesso anno ha aperto uno dei primi wine blog in Italia: Percorsi di Vino. Un anno nasce l'Enoclub Roma con l'obiettivo di valorizzare il vino del Lazio. La passione aumenta sempre più così come la voglia di comunicare il vino e, in generale tutta l'enogastronomia italiana. Diventa responsabile eventi Slow Food Roma, degustatore e relatore AIS ed è entrato a far parte del gruppo Garantito Igp. Collabora con molti siti e riviste di settore come il Gambero Rosso online e organizza Wine tasting in tutta Italia.

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