Hoppy Christmas a Roma: qualcuno ha detto birra e Natale?

E’ dicembre a Roma, e l’appassionato di birra artigianale non può non pensare al festival di natale, che come pochi in Italia
, sa regalare splendide perle a cui solo in questo periodo è possibile accedere.
Di fronte ai mitologici giganti senza tempo per i quali si resta in attesa già dalla festa precedente – mi riferisco ovviamente a Birre Sotto l’Albero – qualcosa sembra muoversi anche altrove, con un’offerta senza dubbio diversa, ma con l’intenzione di avvicinare all’ambito anche chi non abbia già inviato la letterina di Babbo Natale direttamente a Esen*.
In questo caso, si tratta di un evento che si svolge il prossimo week end, dall’11 al 13 dicembre, e che presenta interessanti elementi.
Gli ingredienti da festival non mancano: 18 birrifici artigianali, oltre 50 birre alla spina, street food, mostre fotografiche, dj set rigorosamente in vinile e laboratori per bambini. Hoppy Christmas il nome, e Scup l’alternativo spazio scelto, ma su questo torno tra qualche riga.
A supportare questo evento lo storico beer shop di Roma →Off Licence di John Nolan, che non ha bisogno di presentazioni e che soprattutto negli ultimi tempi non si discosta molto da una fucina in piena attività.
Non esagero: durante la settimana nel mio meditativo post-lavoro, passo spesso da lui e ogni giorno mi accoglie con una divertita espressione sul viso e un “Sai la novità di oggi?” Prima è la collaborazione con Schigi per la Wilde Extraomnes, luppolata saison al pepe di Kampot, di cui parlai proprio →qui, qualche tempo dopo è giusto di ritorno dalle valli valdostane con un carico di sidro e l’intenzione di distribuire un prodotto legato all’Italia da una bella storia, probabilmente da approfondire.
E poi la nuova birra cui ha partecipato, la →78 di Lambrate, california lager creata in collaborazione con la Bear, storico marchio americano di tavole da surf (su, chi non conosce Un mercoledì da leoni?). E intanto tutta un’altra serie di collaborazioni, con Montegioco, Birra del Borgo, Malto Vivo.
Fino al più recente obiettivo, portare qui birrifici irlandesi mai distribuiti prima: la sua terra in effetti risente di una scarsa diffusione, soprattutto rispetto alle altre regioni britanniche che brillano per produzione, in alcuni casi raggiungendo un’altissima qualità.
E proprio quei birrifici, tra cui →Independent e →Metalman, sono tra quelli presenti all’evento.

Chi altro troviamo? Tra i tanti, noti e meno noti: →Hilltop, giovane birrificio del viterbese, condotto da una famiglia anglo-irlandese ormai da diversi anni in Italia; →Jungle Juice, immediatamente riconoscibile dal logo banana e da una linea grafica simpatica e carina; →Birra dell’Eremo da Assisi, →Yblon da Ragusa, il birrificio più a sud d’Italia, in passato vittima della burocrazia italiana e finalmente ripartito con la produzione, fino a →Opperbacco, che non ha certo bisogno di presentazioni, trattandosi di un birrificio che negli anni ha saputo regalarci produzioni ottime a volte sorprendenti.
E poi progetti recentissimi, come →Hop Warriors, beer firm che coinvolge 3 giovani e appassionatissimi ex homebrewer romani che per la loro produzione si appoggiano principalmente al →Birrificio Amiata, ma anche a Opperbacco e →The Wall, ispirandosi alle west coast americane ma già con l’intento di estendere ad altri stili.
Infine noto con piacere anche la partecipazione di →Vale La Pena, che meriterà un discorso a parte, ma a grandi linee può essere definito un progetto di inclusione detenuti del carcere romano di Rebibbia.

Obiettivo del progetto è contrastare le recidive, al 70% tra chi sconta la pena solo in carcere e al 2% tra chi viene fatto lavorare. La produzione di birra provvede a sostenere il progetto ed a renderne stabile il carattere formativo ed inclusivo. L’iniziativa che da subito ha riscosso favorevoli e ampie adesioni, finora ha coinvolto grandi birrai come Loverier (LoverBeer), Arioli (Birrifio Italiano), Di Vincenzo (Birra del Borgo) e Schigi (Extraomnes). I nomi delle birre sono assolutamente spassosi, mantenendo però un retrogusto amaro, considerato il contesto.
In ultimo il luogo, lo →Scup – Sport Cultura Popolare, centro sportivo e culturale di via Tuscolana, che nasce con l’intento di offrire al quartiere quei servizi sociali che finiscono sempre più con facilità nei tagli del comune. L’organizzazione, fino a poco tempo fa situata in zona San Giovanni, dopo uno sgombero criticato e osteggiato dagli stessi cittadini del quartiere, è riuscita a ripartire con una serie di interessanti attività.
Insomma, non male la novità che John mi ha proposto l’ultima volta, mentre mi addentravo tra gli scaffali, notavo le Stille appena messe, realizzavo che la mia attesa tra una decina di giorni confluirà nel Festival di Natale, e mi accorgevo che nel frattempo può essere meritatamente placata da altri degni festeggiamenti. Esen* è il luogo dove ha sede il birrificio belga →De Dolle, che in aggiunta all’annuale splendida produzione, in occasione del Natale dà alla luce la Stille Nacht, birra che conta ormai più seguaci di un santone indiano. Religioni.

