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Verdicchio di Matelica Mirum Riserva 2018

Verdicchio di Matelica Mirum Riserva 2018 La MonacescaDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2022


Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: verdicchio
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: LA MONACESCA – Azienda Agricola di Cifola Aldo
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Situata nel comune di Matelica, in provincia di Macerata, l’Azienda Agricola La Monacesca deve il suo nome all’insediamento avvenuto attorno al 900 d.C. di un piccolo nucleo di monaci. È un angolo delle Marche indubbiamente pieno di fascino, in parte incontaminato e lontano dalle luci della ribalta e dal turismo di massa. La Docg, istituita nel 2010 (approvata Doc nel 1995, ndr), si estende su 286 ettari attraverso i comprensori di 8 comuni e due province: il già citato Matelica, Esanatoglia, Gagliole, Castelraimondo, Camerino e Pioraco nella provincia di Macerata; Cerreto D’Esi e Fabriano in quella di Ancona, nel cuore dell’Alta Vallesina, la sola vallata marchigiana con disposizione nord-sud. Ciò che contraddistingue l’area vitivinicola è il suo posizionamento parallelo e chiuso rispetto al mare e alla sua azione mitigante. Da queste parti, inoltre, il microclima è differente rispetto a molte altre vallate presenti nella regione: di tipo continentale nelle ore notturne, vera manna dal cielo per quanto concerne l’acidità delle uve, mediterraneo durante il giorno, con un irraggiamento significativo che esalta il contenuto zuccherino degli acini.
La Monacesca inizia a produrre ufficialmente Verdicchio di Matelica nel 1973, ogni singolo sforzo è dedicato all’uva a bacca bianca autoctona più importante della regione. L’obiettivo è quello di elevare sempre più le peculiarità del varietale allo scopo di produrre un vino in grado di competere, non solo con l’eterno cugino dei Castelli di Jesi, ma con qualsiasi etichetta al mondo. Nel 1982 Casimiro Cifola viene affiancato da suo figlio Aldo, attuale proprietario della Cantina; da allora è stato un crescendo di successi che hanno reso celebre l’Azienda, annoverata tra i punti di riferimento del comprensorio. La stessa ad oggi vanta una produzione di 160 mila bottiglie. Ciò che caratterizza enormemente i vini prodotti tra queste colline, oltre al microclima, è senza dubbio la matrice calcarea e argillosa del terreno e l’altitudine compresa tra i 400 e gli 850 metri sul livello del mare.
Il Mirum è la storica Riserva di Casa, l’annata 2018, piuttosto irregolare tuttavia priva di fenomeni atmosferici eccessivamente torridi e siccitosi, è stata prodotta in 35.000 esemplari. E’ frutto di uve verdicchio 100%, da vigneti di oltre 30 anni, allevati a controspalliera ad archetto su terreni prevalentemente argillosi a 450 metri sul livello del mare, densità di 1800 ceppi per Ha, affina un anno e mezzo in acciaio e altri 6 mesi in bottiglia prima della vendita.
Molto intrigante la trama paglierino chiaro e vivace con leggere nuances oro antico a bordo bicchiere, il vino si muove lentamente all’interno del calice. Il naso emana un flusso continuo di sfumature odorose incentrate su fiori freschi e frutti dal carattere dolce-acido: tiglio, mimosa, mango, melone gialletto e anice; nitido il ricordo salmastro e di calcare contornato qua e là da suggestioni agrumate rinfrescanti, bergamotto in primis.
Ciò che amo letteralmente del Mirum è la capacità di impegnare il palato, come si confà ad un buon Verdicchio, pur mantenendo un’agilità di beva e un asse fresco-sapido perfettamente bilanciato dal primo all’ultimo istante. L’alcol non si percepisce affatto, nonostante i 14% vol., e il finale di bocca è pulitissimo, agrumato e alquanto irresistibile. Abbinato a un piatto di strozzapreti ai cannolicchi, abbondante olio e aglio e una punta di peperoncino ha fatto la sua bella figura.

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