Valdobbiadene Prosecco Superiore Rive di Col San Martino Cuvée del Fondatore Graziano Merotto Brut 2023
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2025
Tipologia: DOCG Bianco Spumante
Vitigni: glera
Titolo alcolometrico: 11,5%
Produttore: MEROTTO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 20 a 24 euro
La “Cuvée del Fondatore Graziano Merotto” è un omaggio alla viticultura e all’impegno di un’intera vita passata tra i filari delle colline di Col San Martino (TV). Quest’ultimo è tra i comuni più vocati dell’area appartenente a Conegliano Valdobbiadene, dove ha sede l’omonima cantina. Non rappresenta un punto di arrivo, il nostro protagonista di sentirsi arrivato non ne ha la minima intenzione – anche perché conserva ancora l’energia di un ventenne – il vino semmai racchiude in sé il sapere e i tesori di una tradizione che è tale da oltre mezzo secolo. Graziano è sempre più convinto che si può produrre un grande brut senza perdere le caratteristiche tipiche del Prosecco, soprattutto a livello aromatico e in termini di piacevolezza gustativa o capacità di arrivare – con successo – ad un pubblico eterogeneo di consumatori. Questa etichetta è il frutto di lunghe sperimentazioni, di scelte innovative attuate soprattutto in vigna. Individuare la migliore parcella, in questo posta a 230 metri sul livello del mare (mappali 86 – 121 – 606 – 436), non è un gioco da ragazzi: occorre tempo, studio, prove, successi e insuccessi. Fa tutto parte del baglio di esperienza di un viticoltore e dunque imprenditore.
– Le sperimentazioni avvengono anche in cantina –spiega Graziano – le uve subiscono la DMR (Doppia Maturazione Ragionata), ovvero 20 gg prima della vendemmia, il 20% dei tralci viene reciso e i grappoli restano in pianta. In questo modo, le uve subiscono un leggero appassimento, ottenendo una forte concentrazione ma conservando l’acidità, che non viene influenzata dal processo di maturazione. I restanti grappoli vengono vendemmiati normalmente. Dopo la pressatura in cantina si svolge una rifermentazione lunga, che dura oltre sei mesi e dona al vino una complessità unica. Un metodo accomunabile al Metodo Classico perché sfrutta il principio di lisi dei lieviti che, in questo modo, restituiscono al vino gli elementi sottratti, donando maggior ampiezza allo spettro organolettico. –
Da uve glera in purezza, il dosaggio zuccherino è pari a 6,9 g/l. Versato all’interno di un calice mediamente ampio, è possibile scorgere la tonalità piuttosto chiara e luminosa del vino; un bel paglierino chiaro, solare, amplificato ancora più da un perlage fine e minuto. Al naso avverto l’esuberanza dei toni fruttati tipici di un’annata calda, pur tuttavia lontana dai record negativi registrati in altri millesimi. Nell’ordine: scorza di mandarino, pesca tabacchiera e melone d’inverno con incursioni floreali di tiglio e acacia. Trascorsi cinque minuti dalla mescita affiorano ricordi legati al terreno, dunque pietra frantumata/terriccio e infine frutta secca. Ne assaggio un sorso e ritrovo corrispondenza agrumata, slancio, vitalità e guizzi sapidi che rimandano ancora una volta alla mineralità del terreno. Senza alcun dubbio è un fuoriclasse della denominazione. Impressiona soprattutto la lunga persistenza e ciò mi spinge ad attribuire la quinta chiocciola. Anche questa etichetta a mio avviso è in grado di sfidare il tempo. Graziano Merotto, in passato, ha organizzato in più occasioni verticali storiche; ne abbiamo parlato anche noi qui.
Paccheri con tonno fresco, origano, pomodori secchi, olive e cipollotto di Tropea.