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Terre Alfieri Arneis 2020

Terre Alfieri Arneis 2020 Franco FrancescoDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2022


Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: arneis
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: FRANCO FRANCESCO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,5 a 10 euro


Ecco un’altra bella storia di tradizione contadina piemontese ricca di concretezza e amore per la terra. Oltre un secolo fa, per l’esattezza nel 1911, nasce a San Damiano d’Asti Francesco Franco, il pioniere della Cantina omonima. Il suddetto borgo situato nell’area sud del Piemonte, noto per essere oggigiorno l’epicentro della Docg Terre Alfieri, appare come un lembo di terra ricco di storia geologica e coccolato da un microclima indubbiamente favorevole. Attorno a tutto ciò troviamo un ecosistema dov’è la biodiversità a dominare: prati, boschi, rocche spettacolari, castelli e chiese d’epoca romana.
Tra queste colline affascinanti Francesco, nel 1933, pianta le prime viti. Con lo stesso spirito, ai giorni nostri, troviamo al timone dell’Azienda i suoi figli: Maurizio e Francesco. La filosofia della cantina può riassumersi in pochi aggettivi: buono, pulito e giusto. Una fusione di elementi in grado di tradurre un territorio vocato che, ad esempio attraverso il Terre Alfieri Arneis, possa mostrare le qualità organolettiche del vitigno a 360°, il rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi – attraverso il minimo intervento possibile – inoltre ampio spazio è dedicato ai concetti di giustizia sociale negli ambienti di produzione e di commercializzazione, materia assai cara per l’Azienda astigiana.
L’etichetta in questione, 100% arneis, viene prodotta con uve allevate a guyot a 190 m. s.l.m. su una collina ben soleggiata di San Damiano d’Asti, con esposizione est, sud–est. I terreni da queste parti sono ricchi di sabbie, argilla e calcare. Vigne che risalgono al 1995, la resa per ettaro è di circa 4.400 ceppi. Protocollo di vinificazione piuttosto classico, l’acciaio è il contenitore prescelto, così facendo le peculiarità del varietale emergono sin da subito e in maniera totale.
Paglierino vivace, solare, media consistenza e tonalità vibrante. Naso sottile, giocato su toni croccanti di frutta a polpa bianca, pesca, melone d’inverno, un accento dolce di macedonia; fa eco un’impronta di calcare e un soffio balsamico di menta peperita su erbe aromatiche, soprattutto salvia.
In bocca la freschezza domina, accompagnata da un corpo medio allineato a una sapidità che non fa sconti; ciò che apprezzo maggiormente è il finale, pulito, scorrevole, alcol davvero ben gestito. Perfetto su una carbonara di carciofi, dove l’ortaggio in questione va a sostituire il guanciale. Quattro chiocciole a un soffio dalla quinta.

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