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Scrio 2019

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2023


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: syrah
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: LE MACCHIOLE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 170 a 210 euro


Nasce nel 1994 insieme al Messorio (merlot), è composto dalle migliori uve di syrah “pescate” dai cru Puntone, Vignone e Casavecchia; oggi i vini rossi di Le Macchiole sono tutti da monovitigno, ad eccezione del Bolgheri Rosso che è frutto di un assemblaggio; l’ultimo a fare il passo definitivo è stato il Paleo Rosso (cabernet franc), la scelta è stata sicuramente ponderata, una volta che le vigne hanno raggiunto le condizioni ottimali era giusto dare spazio alle migliori espressioni di ciascun vitigno, in una terra che sembra fatta apposta per le varietà internazionali.
Scrio, ovvero schietto, integro, puro, una grande espressione di syrah, non c’è alcun dubbio; subisce fermentazione e macerazione in acciaio e cemento per 25 giorni, poi il vino fiore segue strade diverse: una parte va in tonneaux, un’altra in tini troncoconici da 12hl, una terza in ceramica e l’ultima in cemento, dove permangono per 18 mesi, cui segue almeno un anno di affinamento in bottiglia.
C’è qualcosa in questo vino che smuove le mie emozioni, mi è bastato sentirne il profumo per capire che ho davanti un grande syrah, adoro quando c’è una fusione di sensazioni, come un piatto ben amalgamato, bisogna mettere più attenzione per separare le diverse molecole odorose e cogliere la parte fruttata di ribes nero, mora e mirtillo, affiancata da richiami a zenzero, cardamomo e pepe, per poi scendere nel sottobosco, ma non troppo, tra i bulbi di violette e ciclamini, passando per note di corteccia e fogliame.
L’emozione sale all’assaggio, è incredibile come tutto sia in sintonia, eppure il vino è giovane, freschissimo, con un tannino che è pura seta e un gioco di spezie che ravviva le pareti della bocca, avendo assaggiato anche il Messorio e il Paleo della stessa annata, ho la conferma che qui, in questo lembo di terra, ha dato esiti grandiosi, nello Scrio esaltati al massimo.
E pensare che non sono mai stato un grande estimatore del syrah, anche nelle zone più vocate d’Italia non ne ho trovato uno che mi facesse perdere la testa come questo, chapeau!

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