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Ruché di Castagnole Monferrato 2019

Ruché di Castagnole Monferrato 2019 GarroneDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2021


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: ruché
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: GARRONE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Come promesso inizio a descrivere, singolarmente, la batteria di Ruché di Castagnole Monferrato DOCG, vino protagonista del mio articolo intitolato: “Associazione Produttori del Ruché: webinar per conoscere un vino dalle mille sfaccettature“, pubblicato lo scorso 10 dicembre. La prima azienda di cui parlerò è Garrone Evasio & figlio, una realtà di Grana (AT) a gestione strettamente familiare, oggi condotta da Marco e Dante Garrone con l’aiuto di Cinzia, la moglie del primo. La proprietà è di 12 ettari, distesi sulle colline del Monferrato astigiano, divisi tra i Comuni di Grana, Montemagno e Castagnole Monferrato.
Legata da sempre al suo territorio d’origine, la famiglia Garrone applica principi di viticoltura sostenibile che garantiscono il più basso impatto ambientale possibile: un esempio? Le condizioni idrogeologiche dei terreni, monitorate il più possibile, assicurano assenza di dilavamenti e dissesti che talvolta danneggiano enormemente l’equilibrio dell’ambiente. Gran parte dei vigneti è stata impiantata nel ventennio compreso tra gli anni Ottanta e Novanta, alcuni vigneti risalgono a un periodo successivo. La vendemmia viene sempre effettuata a mano, i lieviti vengono selezionati, il motivo è poter applicare una macerazione differente a seconda della tipologia dei vini. L’affinamento degli stessi si svolge nella cantina storica dell’azienda, costruita da Evasio Garrone verso il 1920, un luogo davvero importante per la famiglia. Le lavorazioni, al contrario, vengono effettuare in un’altra cantina che risale al 1975, nella stessa si compiono operazioni di filtrazione, imbottigliamento, nonché lo stoccaggio del prodotto.
Veniamo al Ruché di Castagnole Monferrato DOCG 2019, frutto di due vigneti differenti, allevati a guyot, su terreni ricchi di argilla e sabbie rosse. Il primo è situato nel territorio di Grana (AT), dove ha sede l’azienda, ed è stato impiantato proprio dalla famiglia Garrone; esposto a sud a 289 metri sul livello del mare. Il secondo si trova a Castagnole Monferrato, sempre in provincia di Asti, pieno sud est, più o meno alla stessa altimetria del precedente. La scelta dell’acciaio, secondo l’azienda, è un atto dovuto; lo scopo è riuscire a tramettere nel bicchiere l’essenza stessa del ruché, un vitigno semiaromatico che possiede profumi particolarissimi, esaltati da questa tipologia di vinificazione.
Il vino brilla letteralmente nel calice, si muove con molta lentezza, mostrando una trama cromatica che dal granato caldo vira sensibilmente al rubino acceso. Il naso è goloso, senza dubbio è il termine più appropriato, fa pensare alla frutta dolce: lampone, pesca nettarina, susina rossa, intervallati qua e là da guizzi floreali di chiodo di garofano, lavanda e un ricordo di sapone di Marsiglia. Con lenta ossigenazione pepe nero, humus e grafite. In bocca è succosissimo, caratterizzato da un tannino setoso e un’importante morbidezza, caratteristiche inconfondibili del Ruché, bilanciate egregiamente da una freschezza stimolante che richiama i frutti descritti al naso in un allungo salino per nulla banale. Media intensità e struttura, chiude ammandorlato e privo di sensazioni troppo alcoliche, nonostante i 14.5% vol.

vellutata di cavolo viola

Irresistibile se abbinato a un insolito piatto di vellutata di cavolo viola, guarnita con burrata pugliese, pomodorini confit e crostini speziati di pane tostato.

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