Statistiche web

Rosso Santuvario 2018

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione:
@@@@
Data degustazione:
09/2022


Tipologia: Vino Rosso
Vitigni: nebbiolo 60%, croatina, vespolina, uva rara, barbera, erbaluce, dolcetto e altre uve tipiche
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: SANTUVARIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 6,5 a 10 euro


Devo ringraziare la mia amica Paola Bertinotti, figlia del mitico Piero del ristorante Pinocchio, per avermi fatto conoscere il vino di questa piccola azienda di Borgomanero, nata nel 2012 dal desiderio di Ivano e Paola di contribuire alla rinascita del territorio di Boca. Ivano, reduce da gravi problemi di salute, ha deciso di ripensare completamente la sua vita e di puntare alla terra, alla sua terra, un tempo coperta di vigneti (l’immagine dell’etichetta rappresenta la basilica quando era circondata da appezzamenti vitati), lavorando sia in vigna che in cantina nel modo più rispettoso possibile verso l’ambiente; ha recuperato circa un ettaro di viti autoctone di nebbiolo, croatina, vespolina, uva rara ed erbaluce, recentemente ha impiantato un altro ettaro e ne sta realizzando un terzo. Le viti vengono allevate a guyot ma anche alla storica “maggiorina”, abbandonata in passato a causa dell’impossibilità di meccanizzare i vigneti così concepiti. La resa per ettaro è incredibilmente contenuta, siamo intorno ai 20 quintali; in cantina le fermentazioni sono spontanee e senza lieviti aggiunti. Al momento sono quattro le etichette prodotte: Rosso Santuvario, Rosso Lozio, Rosso Lavigna e Bianco Gino.
Il Santuvario 2018 viene fermentato in tini d’acciaio aperti e subisce una macerazione di circa un mese; poi matura un anno in botte grande e affina per altrettanto tempo in bottiglia.
Ora, quando entriamo nell’ambito dei vini naturali, molti hanno un approccio critico a priori, ma se il vino è fatto bene, con attenzione e tecnica giusta, come in questo caso, si può andare tranquilli.
Infatti i profumi sono pulitissimi, non ci sono sbavature né cenni ossidativi, ma tanta gustosissima frutta, ciliegia, fragola, lampone, mirtillo, arancia sanguinella, ricordi di viola, una speziatura leggera dove affiorano la liquirizia e il pepe.
All’assaggio è delizioso, fresco, succoso, non è la complessità e la potenza a proporre ma una bevibilità rigogliosa, si sente il tocco tannico del nebbiolo ma non disturba, l’alcolicità contenuta (12,5%) lo rende ancora più godibile, si sente il contributo della vespolina, ma anche quella leggera rusticità data dalla croatina, nell’insieme è un piacere, punto.
Spero di potervi raccontare presto anche gli altri tre vini…

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio