Rosso Implicito 2020
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2023
Tipologia: Vino Rosso
Vitigni: barbera, freisa, croatina e altre uve locali
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: VIGNETI MASSA
Bottiglia: 1000 ml
Prezzo medio: da 11 a 14 euro
Non è più una notizia che Walter Massa sia sempre più convinto che la migliore chiusura per il vino, a oggi, sia lo Stelvin, con le dovute differenze di guarnizione. Sì perché il tappo a vite ha al suo interno una sottile membrana che può avere diverse caratteristiche: può essere una pellicola di alluminio totalmente impermeabile all’ossigeno (Onyx), c’è poi l’Ivory che consente un minimo passaggio dell’ossigeno e, infine, il Coral che è quello che lascia penetrare l’ossigeno in una quantità più rilevante (parliamo di quantità comunque minime: <0.008 cc/gg/bottiglia). Tutto questo in condizioni di sicurezza assoluta sulla stabilità e salute del vino. Di prove ne ha già fatta molte e con il recente gruppo “Gli Svitati” sta promuovendone l’uso in ogni occasione.
Personalmente posso dire che 25 anni abbondanti di assaggi mi hanno chiarito senza alcun dubbio che i vini tappati con il sughero, anche senza difetti, sono spesso diversi da bottiglia a bottiglia, prova provata durante le centinaia di anteprime effettuate, in cui ho frequentemente dovuto chiedere un campione da altra bottiglia perché il vino appariva problematico, sicuramente non in buone condizioni.
Il dubbio che molti hanno, ancora oggi, a parte le problematiche commerciali dovute alla credenza, ormai tutta italiana, che il vino con tappo a vite sia di bassa qualità, è sulla capacità evolutiva del vino destinato all’invecchiamento.
Non sta a me dirlo, non sono un tecnico, ma come degustatore posso dire che l’evoluzione c’è ma è solo molto più lenta, persino nel vino con tappo Onyx.
Sicuramente un rosso come l’Implicito non poteva essere chiuso che con lo Stelvin, proposto nel formato da un litro: ottenuto da uve rosse autoctone, provenienti da viti che arrivano fino a 60 anni, subisce una fermentazione alcolica spontanea con l’utilizzo di lieviti indigeni in vasche d’acciaio e macerazione sulle bucce per 8-10 giorni. Poca, pochissima solforosa, uno dei vantaggi dell’uso del tappo a vite…
Capite bene che Walter lo ha ideato per raccontare il vino di Monleale, il suo linguaggio schietto e diretto, contadino nel senso più puro del termine, per tutte le tasche e per tutti coloro che quando si trovano di fronte a un pasto succulento vogliono godere, ridere, divertirsi con gli amici commensali, senza stare lì a guardare la bottiglia come un totem da venerare.
L’implicito si beve che è un piacere, grazie anche alla spinta della barbera, quella pimpante di un tempo, al leggero tocco tannico della freisa, al brioso colore e alle note floreali della croatina, probabilmente dentro ci sono anche altre uve, non saprei, ma non è importante, quello che conta è che un vino così va bevuto rigorosamente in compagnia, perché se ne beve alla grande e l’allegria è assicurata!