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Rosso di Montalcino Tenuta Greppo 2019

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione:
06/2023


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: BIONDI SANTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 57 a 75 euro


Rosso di Montalcino Biondi-Santi trentasei anni dopo. Ad essere più precisi il 1983 è stato l’anno in cui è nata la DOC, prima il vino veniva prodotto come “Brunello Etichetta Bianca”. Ne è passata di acqua sotto i ponti in questa storica azienda fondata da Ferruccio e che vide la prima etichetta di Brunello targata 1888. Con la scomparsa del nipote Franco l’8 aprile del 2013, il figlio Jacopo ha ereditato l’azienda è ha deciso di entrare in joint-venture con la Epi Group di Christopher Descours nel 2016, colosso francese dello Champagne, lo stesso che un anno fa ha acquisito Isole e Olena nel Chianti Classico.
Se da una parte fa effetto, oltre che dispiacere, vedere aziende storiche passare in mani estere, c’è da dire che negli ultimi vent’anni le aziende italiane di diversi settori strategici cedute a russi, cinesi, americani, tedeschi, brasiliani, francesi sono davvero una lista enorme, segno evidente che qualcosa da noi non funziona e, soprattutto, non sembra cambiare minimamente direzione.
Ma non siamo qui per fare dibattiti su un tema indubbiamente tutt’altro che trascurabile, ho davanti il Rosso di Montalcino 2019, acquistato alla Conad, ebbene sì, alla ragguardevole cifra di 57 euro, prezzo indubbiamente elevato ma decisamente inferiore a molte offerte online.
Devo dire che, sapendo l’annata decisamente calda e poco piovosa, temevo di trovarmi di fronte un vino tutt’altro che fragrante e godibile; in realtà ho dovuto ricredermi, soprattutto quando all’olfatto ho colto la viola, il caprifoglio, la mentuccia, l’arancia sanguinella e un susseguirsi di note balsamiche davvero rinfrescanti, che chiudevano con evidenti richiami alla liquirizia.
Portato alle labbra ho riscontrato un sorso vivo e intenso, rinforzato da evidente freschezza, con un ritorno deciso di frutta ed erbe aromatiche, spezie dolci, un tannino di bella trama e un afflato mentolato davvero piacevole. Certo, a questi prezzi di concorrenza ce n’è in grande quantità, del resto viviamo in un mondo dove il blasone ha un peso specifico di assoluto rilievo, giusto o sbagliato che sia, però questo rosso di qualità ne ha da vendere parecchia e il marchio del sangiovese in rovere di Slavonia è evidentissimo, così come la chiusura lunga e sapida, ma soprattutto il chiaro segno di una potenziale longevità che fa la differenza.

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