Rosa di Santa Tresa 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@
Data degustazione: 10/2020
Tipologia: IGT Rosato
Vitigni: frappato 50%, nero d’Avola 50%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: SANTA TRESA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Vino BIO: sì
Vino VEGANO: sì
Ogni vitigno ha le sue caratteristiche che lo rendono unico, dall’apparato fogliare alla forma del grappolo e al colore degli acini, dai tempi di maturazione alle diverse sensibilità ai parassiti e al clima ecc., mettere insieme due o più varietà per produrre un vino necessita di una serie di attenzioni e verifiche, non è detto che vadano d’accordo e il risultato potrebbe essere deludente.
A prescindere dalle conoscenze agronomiche ed enologiche, che sono ovviamente di grande aiuto, è l’esperienza sul campo tramandata di generazione in generazione che lascia una traccia fondamentale per tutti coloro che si apprestano a fare vino.
In questo rosato abbiamo due uve profondamente isolane come il nero d’Avola e il frappato, l’una arriva a maturità nella prima metà di settembre, l’altra alla fine della seconda. Questo significa che devono fare percorsi indipendenti, solo alla fine potranno essere assemblate. Qui è fondamentale la tecnica del freddo, sia prima della diraspa-pigiatura, sia durante la leggera pressatura (0,6 bar) e la breve macerazione (2 ore per il nero d’Avola, 4 ore per il frappato). Il mosto ottenuto sosta una notte a circa 10°C in acciaio per consentirne l’illimpidimento. Una volta travasato va in fermentazione per circa 12 giorni a 17°C, al termine si uniscono le due varietà e parte l’affinamento sur lies che dura circa 4 mesi. Una sessantina di giorni in bottiglia e il vino è pronto.
Nel calice mostra un colore buccia di cipolla tenue con venature ramate, profuma di roselline, violette e leggero gelsomino, poi arriva il lampone, il mirtillo, il ribes bianco e una punta agrumata.
Al palato ha una bella freschezza, non so come spiegarlo ma si sente che viene da uve rosse, c’è una leggera presenza tannica e il succo esprime un carattere inequivocabile, anche a occhi chiusi non penseresti a un vino bianco. Belle le note fruttate che ritornano e l’acidità mantiene la sua valenza anche nel finale, segnale che il vino non è da bere di corsa, non si deteriorerà velocemente, prendetene almeno un paio di bottiglie, vedrete che fra un anno offrirà altre interessanti peculiarità.