Ribolla Gialla Selezione di Piera 2023
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2025
Tipologia: IGT Venezia Giulia Bianco
Vitigni: ribolla gialla
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: PIERA 1899
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 24 a 28 euro
La ribolla gialla è un vitigno versatile e legato indissolubilmente al suo territorio d’elezione: il Friuli-Venezia Giulia. La suddetta regione, situata a nord est del bel Paese, è protetta dalle Alpi e bagnata dal mar Adriatico. Confina con l’Austria e la Slovenia. È risaputo che tale cultivar, in questi territori, viene utilizzata spesso e volentieri anche per la produzione di vini bianchi che subiscono una macerazione sulle proprie bucce. Piera Martellozzo, titolare della cantina Piera1899, non è rimasta impassibile al fascino di questa antica tradizione enologica; dunque, ha deciso di inserire nella sua linea Selezione di Piera una Ribolla Gialla in grado di restituire l’essenza di questa filosofia. Alludo ad un bianco macerato, fermentato sulle bucce per 20 giorni e affinato poi in tonneaux.
Piera attorno al 1992 viene scelta dal padre per seguire la piccola azienda vinicola di famiglia situata in provincia di Padova. In due decenni, dopo aver trasferito e consolidato la sede in Friuli, l’azienda è diventata una delle realtà vinicole di riferimento del Nord-Est con oltre un secolo di storia alle spalle. Ci troviamo per l’esattezza a San Quirino, in provincia di Pordenone.
Il Venezia Giulia Ribolla Gialla Selezione di Piera 2023 viene prodotto mediante uve omonime allevate a Guyot nel territorio vitivinicolo compreso nell’area di Pordenone. I terreni sono a scheletro prevalente altresì ricchi di sabbia. La vendemmia viene effettuata a mano. Le uve, una volta pigiate e diraspate, danno origine a un mosto che viene lasciato fermentare insieme alle bucce in tini d’acciaio a temperatura controllata per circa 20 giorni. Durante questa fase, si eseguono delicate follature. Al termine della fermentazione, il vino viene svinato e trasferito in tonneaux, dove riposa a contatto con il deposito fine. In questa fase vengono effettuati dei bâtonnage.
Dinnanzi ai miei occhi ritrovo un vino dal colore paglierino, con riflessi oro antico, e qualche sfumatura ancora verdolina. Il timbro olfattivo non risparmia colpi. Alludo alla complessità dei suoi profumi in parte speziati, uniti all’agrume dolce e candito, e una serie di ricordi che rimandano alla cera d’api, alla pietra focaia e allo smalto. Un vino che evolve soprattutto a distanza di ore dalla mescita. Risulta vivo più che mai. Anche in bocca, nonostante avverta una sensazione di leggero “nervosismo”, è impossibile non apprezzarne la sapidità, la tempra che richiama il sorso successivo anche grazie ad un’acidità stimolante e ben allineata a quanto percepito al naso. Ad un passo dalla quinta chiocciola. Sono sciuro che tra qualche anno la conquisterà. Frico (specialità friulana) cucinato con abbondanti patate e cipolle e formaggio.